Lino brocka – restauri
Con il recupero di Weighed But Found Wanting la Cineteca di Bologna e il laboratorio L’Immagine Ritrovata tornano a valorizzare l’opera di Lino Brocka, dopo i restauri nel 2015 di Insiang (1976) e Manila (Maynila Sa Kuko Ng Liwanag, 1975), che hanno hanno riportato l’attenzione internazionale sulla cinematografia del Maestro filippino.
Tinimbang Ka Ngunit Kulang (Weighed But Found Wanting, 1974), riportato allo splendore originario, è in programma nella sezione “Cinemalibero” della quarantesima edizione del festival Il Cinema Ritrovato. Restaurato in 4K nel 2026 da Film Development Council of the Philippines (FDCP), Philippine Film Archives (PFA), Carlotta Films e Janus Films – The Criterion Collection presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata, a partire dai negativi originali immagine e suono, ad eccezione dei rulli 1 e 6. Questi elementi sono stati restaurati, rispettivamente, a partire da un internegativo combinato e una copia positiva, conservati presso BFI National Archive che ne ha fornito le scansioni.
“Dopo aver conquistato un vasto pubblico nel cinema commerciale filippino, Lino Brocka si affermò con Tinimbang Ka Ngunit Kulang come una delle voci più luminose del cinema del suo paese. Il film irruppe sulla scena ‘come un sasso scagliato contro una vetrata’ (Noel Vera), segnando una svolta radicale per tono, ambizione e coscienza sociale, e sarebbe stato poi riconosciuto come una delle opere che inaugurarono l’età d’oro del cinema filippino degli anni Settanta. Ambientato in Nueva Ecija, la provincia rurale dove Brocka era cresciuto, il film segue Junior, il figlio sensibile di una famiglia benestante, e la sua amicizia con Berto, un emarginato impulsivo, deriso e temuto dalla comunità. Attorno a loro prende forma un mondo dominato dal pettegolezzo, dall’ipocrisia religiosa, dai pregiudizi di classe e da una crudeltà nascosta sotto la maschera della rispettabilità. Come osserva ancora il critico Noel Vera, con il personaggio di Junior Brocka s’inserisce in quella linea cinematografica che va dai Vitelloni a L’ultimo spettacolo: racconti di giovani di provincia il cui ingresso nell’età adulta passa attraverso il disincanto e la dolorosa scoperta della realtà sociale. Ma più che nella vicenda principale, la forza del film risiede nella sua capacità di cogliere le assurdità e le crudeltà della vita quotidiana del villaggio. Il suo centro emotivo è soprattutto nel rapporto tra Kuala – una donna derisa e umiliata dopo un aborto – e Berto, le figure più osteggiate dalla comunità, e in quella ‘semplice ma devastante storia d’amore che nasce ai margini di questo mondo’. Lo sguardo che Brocka rivolge agli esclusi nasce da una conoscenza diretta dell’emarginazione e del giudizio morale: tornando cinematograficamente nei luoghi della sua gioventù, il regista trasforma gli apparenti ritmi tranquilli della provincia in un ritratto feroce della società filippina, dove la morale cattolica, le gerarchie sociali e le promesse della modernizzazione nascondono correnti profonde di violenza e repressione. In questo senso, Tinimbang Ka Ngunit Kulang anticipa già la forza politica del cinema che Brocka svilupperà durante gli anni della dittatura di Marcos. Un cinema capace di trasformarsi in uno spazio di confronto e di silenziosa sovversione dell’ordine autoritario” (Cecilia Cenciarelli).