La macchina del tempo

[2026]

Il secolo del cinema

“Vagabondi aggrediscono donna in bicicletta senza sapere che è una pugile professionista.” – “Bambino scrive una lettera al padre morto e viene travolto e ucciso mentre va a imbucarla”: le trame cinematografiche del 1906 presentano una sorprendente somiglianza con i celebri dispacci di cronaca pubblicati quell’anno da Félix Fénéon. Le novità della nostra rassegna comprendono drammi di una raffinatezza senza precedenti firmati da Albert Capellani e le primissime produzioni della compagnia danese Nordisk. La sezione indaga la vocazione sperimentale del cinema, il crescente coinvolgimento emotivo degli spettatori e la capacità dei film di rispecchiare realtà sociali come il razzismo e l’ambivalente rappresentazione delle donne, sospesa tra misoginia ed emancipazione. Le riprese documentarie del terremoto di San Francisco e della catastrofe mineraria di Courrières, in Francia, riportano al presente terribili eventi del passato. Molti aspetti affascinanti del cinema delle origini attendono di essere scoperti negli oltre sessanta titoli in programma, quasi tutti proiettati in copie 35mm.
A cura di Mariann Lewinsky e Karl Wratschko

Foto: Le Fils du Diable (1906) di Charles Lucien Lépine © Fondation Jérôme Seydoux-Pathé

Storico delle edizioni

Il secolo del cinema: 1905

Le produzioni cinematografiche del 1905 sono particolarmente significative perché prepararono il grande balzo che il cinema avrebbe compiuto negli anni successivi. Vennero costruiti studi e scoperti nuovi talenti, come Albert Capellani e Louis Feuillade. Si respirava un clima di tensione creativa e sperimentazione. Nello stesso anno, Alice Guy adattò per lo schermo Notre-Dame de Paris. Vi faremo rivivere il 1905 con una proiezione speciale delle opere di Méliès commentate dal vivo, una rassegna all’aperto di comiche Pathé proiettate manualmente con apparecchi dell’epoca e la riproposizione di programmi presentati a Helsinki e in Tunisia nel 1905.

A cura di Mariann Lewinsky e Karl Wratschko

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Il secolo del cinema: 1904

A cura di Mariann Lewinsky e Karl Wratschko

Benvenuti a Bologna, alla fiera annuale delle immagini in movimento, e benvenuti alla sezione 1904, la più nuova tra tutte le attrazioni che qui potrete trovare! Solo nove anni fa, gli ambulanti mostravano nelle fiere i primi spettacoli di fotografie animate. Chi mai vorrà vedere vecchi lungometraggi, quando avete a disposizione “l’illimitato divertimento” (Franz Kafka) del cinema giovane, con i suoi brevi film così pieni d’inventiva, slancio e bellezza?
Abbiamo selezionato più di cinquanta film e li abbiamo organizzati in cinque programmi, che danno rilievo a diversi aspetti. I due programmi Un anno magnifico Ultime notizie! sono ricostruzioni approssimative di uno spettacolo cinematografico dell’epoca. I loro titoli – ripresi da riviste di spettacolo – e la loro struttura, che abbraccia un’ampia varietà di generi, ci ricordano la prossimità tra cinema e music-hall. Cineasti come Gaston Velle e Lewin Fitzhamon erano stati artisti del music-hall; fortunati numeri di varietà (Cambrioleurs modernesDanse apacheMétamorphose du papillon) approdano su schermo, e i soli attori di cui oggi conosciamo il nome sono star del palcoscenico (Dranem, Louise Willy ed Henry Bender).
A causa della loro straordinaria qualità, molto spazio è riservato ai documentari. I film industriali mostrano, in immagini spettacolari, la Westinghouse Company di Pittsburgh, negli Stati Uniti, e le miniere di carbone a Shirebrook, in Inghilterra. Nel 1904 questo genere manifesta un cambio di passo estetico. Il contrasto tra le dure condizioni di lavoro nell’industria e nelle miniere, e l’ingannevole splendore delle inquadrature, genera un impatto disturbante.
Alcuni dei documentari sono già piuttosto lunghi – due produzioni Urban del 1904 superano i quaranta minuti –, e montati in modo elaborato; altri conservano la brevità di una veduta Lumière. Peraltro nel 1904 i Lumière abbandonavano la produzione di film, mentre lo stesso anno la Pathé Frères, ormai alle soglie dell’industrializzazione, produceva una Sortie des employés de l’usine Pathé. Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti sono i principali paesi produttori – altrove, il cinema è ancora affare di amatori e di gestori di cinematografi. Nella sua filmografia del cinema italiano, Aldo Bernardini elenca per il 1904 una ventina di actualités locali prodotte da Filoteo Alberini (Cinematografo Moderno, Roma) e Rodolfo Remondini (Sala Edison, Firenze).
Dove è stato possibile, abbiamo naturalmente scelto di mostrare copie 35mm, per avvicinarsi maggiormente alle condizioni di visione originali e per poter cambiare la velocità di proiezione in tempo reale.
Il nostro ringraziamento va a tutte le istituzioni e le persone che ci hanno aiutato in questa complicata impresa. Una speciale menzione per Hervé Pichard della Cinémathèque française, che ha stampato una nuova copia 35mm di Bulles de savon. Il programma potrà subire occasionali variazioni.

Mariann Lewinsky e Karl Wratschko

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Il secolo del cinema: 1903

A cura di Mariann Lewinsky e Karl Wratschko

La serie Cento anni fa ebbe inizio vent’anni fa, nel 2003, quando Tom Gunning presentò cinquantacinque film del 1903 in una sezione intitolata Il primo grande anno del cinema. Il nostro attuale titolo, Il secolo del cinema: 1903, non è molto più originale. Stupiscimi! o Il grande esperimento sarebbero forse stati più appropriati; l’assertivo I migliori anni della storia del cinema, quantomeno corretto.
Eccoci allora di nuovo qui, al 1903, ma per dirla con Eraclito, non ci si può immergere due volte nella stessa visione. Dei sessantaquattro titoli nei nostri sei programmi solo dodici sono stati mostrati nel 2003, ed è probabile che più o meno la stessa percentuale di spettatori che erano (o avrebbero potuto essere) presenti a quelle proiezioni saranno seduti tra il pubblico del 2023. Inoltre, quel che non è cambiato nella situazione generale, è che i film d’inizio Novecento rimangono uno dei capitoli più sottovalutati e meno conosciuti della storia del cinema, e per questo Il Cinema Ritrovato continua a offrire l’opportunità di scoprirli.
Film? O dovremmo piuttosto chiamarli vedute o quadri, le parole che si usavano nel 1903 per indicare i singoli brevi elementi d’un programma composito, evidenziando così la fondamentale differenza rispetto al cinema che verrà?
La nostra intenzione è quella di liberare tanto i film del 1903 quanto il pubblico del 2023 da ogni obbligo didattico, e quel che raccomandiamo agli spettatori è una volontaria sospensione dell’abitudine alla visione del cinema classico. Cerchiamo di apprezzare questi film nella loro radicale differenza, godiamoci la tregua da ogni coerenza narrativa e psicologica, lasciamoci gioiosamente stupire. Anticipando anni ormai prossimi, quando, intorno al 1907, il cinema raggiungerà una propria meravigliosa identità estetica – poi destinata a sua volta ad andare perduta.
In omaggio al primo curatore di questa sezione, concludiamo con un estratto da una recente intervista a Tom Gunning: “Credo che il merito del convegno di Brighton del 1978 sia stato quello di mettere il cinema delle origini sotto gli occhi di noi tutti, e correggere l’idea che prima di Griffith non c’era stato nulla di rilevante e i film delle origini erano per così dire una noia. Invece lì scoprimmo che quei film erano straordinariamente interessanti. Avevano uno stile non narrativo, che […] implicava una nuova riflessione sul rapporto con lo spettatore, una nuova riflessione sullo spazio; tutta una serie di cose che erano radicalmente diverse e […] un approccio alternativo, non focalizzato sulla narrazione. Christian Metz pretende che il cinema sia per sua stessa natura un’arte narrativa. Per Metz, non si tratta nemmeno di un punto di vista teorico. È un dato incontestabile. Ed è proprio questa incontestabilità che allora venne sfidata, una sfida a cui la stessa storia del cinema ci autorizzava”.

Mariann Lewinsky e Karl Wratschko

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Il secolo del cinema: 1902

A cura di Mariann Lewinsky e Karl Wratschko

Nel 1902 l’entusiasmo dei cineasti per il nuovo mezzo è enorme: inventano e sperimentano nuove tecniche come la miniaturizzazione (Le Voyage de Gulliver à Lilliput et chez les géants), adottano l’angolazione di ripresa a piombo (La Soubrette ingénieuse) o lavorano con i primissimi piani (Rires et pleurs), sono palesemente felici di presentare produzioni fiabesche sempre più lunghe e racconti biblici composti da molti tableaux. Nel 1902 Georges Méliès, all’apice della sua carriera, realizza Les Aventures de Robinson Crusoé, Le Voyage dans la Lune – un film destinato ad andare molto lontano –, brillanti film a trucchi e tanto altro. Le sue sontuose féerie sono un successo mondiale, ma vengono copiate illegalmente da Edison negli Stati Uniti e imitate da Zecca per Pathé in Francia, e perfino i fratelli Lumière, per poter inserire nei loro cataloghi qualche discreta scène à truc e à transformations, ingaggiano Gaston Velle, un mago professionista.
Una caratteristica significativa di quell’anno sono le ‘attualità ricostruite’, una specialità di Méliès sin dallo straordinario L’Affaire Dreyfus del 1899. Anziché mostrare la Coronation of Edward VII, abbiamo preferito le scene dense d’azione di Éruption volcanique à la Martinique del maggio 1902, opera di Méliès considerata perduta ma della quale la Filmoteca de Catalunya ha ritrovato una copia colorata a mano. Sarà interessante confrontarla con la ricostruzione dello stesso evento fatta da Zecca. I film britannici del 1902 come Reservist Before and After the War o His Only Pair sono caratterizzati da una certa impronta socio-critica, mentre altri come How to Stop a Motor Car cercano di spingere al limite i trucchi del cinema delle origini.
La primissima magia della fotografia in movimento continua a lanciare il suo potente incantesimo nelle vedute ‘dal vero’ di A. Lumière et ses fils, Mitchell & Kenyon e Mutoscope & Biograph, ma il cambiamento è nell’aria. A dargli impulso è la compagnia francese Pathé Frères, che introduce un nuovo livello di professionalizzazione in tutti i settori della produzione e della distribuzione. Nel 1902 Charles Pathé fonda le prime agenzie a Londra e a Berlino, e la crescente varietà proposta dai cataloghi Pathé attira i compratori. Le indicazioni delle séries de production (oggi si direbbe generi) – Scène comique, Scène d’acrobaties, Scène historique, Scène d’actualité, Scène biblique, Scène de danse, Scène de plein air, Scène grivois – stimolano la fantasia e ci permettono di leggere il catalogo Pathé come un libro illustrato da immagini in movimento (e i cataloghi venivano usati proprio in questo modo dai gestori dei cinema ambulanti quando ordinavano i film). Un programma dedicato alla Pathé Frères e alle sue séries ve ne offrirà una panoramica. Nel 1902 i film venivano non solo prodotti, venduti e visti ma anche collezionati, e sarà appassionante scoprire quali film del 1902 lo spagnolo Antonino Sagarmínaga acquisì per la grande collezione che mise insieme tra il 1897 e 1906, gli anni migliori della storia del cinema.

Mariann Lewinsky e Karl Wratschko

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Il secolo del cinema: 1901

A cura di Karl Wratschko e Mariann Lewinsky

Il miracolo del cinema si ripete. Saliamo, bagaglio alla mano, sulla macchina del tempo per ammirare ciò che gli spettatori bolognesi di centoventi anni fa videro al Reale Cinematografo Lumière di Via Rizzoli 13. Tante altre sorprese ci riserva il cinema del 1901. Il fascino inesauribile della realtà fissata su pellicola dalle vedute dei fratelli Lumière o della Mutoscope & Biograph, che allora fecero il giro del mondo, o nei film della Mitchell & Kenyon legati al più circoscritto contesto inglese. La dirompente irrealtà di trucchi mirabolanti che aprono nuove prospettive all’arte della magia.  Il principio di piacere prende forma d’intuizione scientifica negli sketch comici riguardo a ‘quel che c’è nella mente di un uomo’, più o meno nello stesso periodo in cui Freud pubblicava a Vienna le sue teorie sull’inconscio svelato dai sogni, dai lapsus e dai motti di spirito. Alcuni pionieri britannici come R.W. Paul e James Williamson muovono i primi passi verso film sofisticati, mentre il francese Ferdinand Zecca, appena entrato nella scuderia Pathé, inaugura un nuovo genere destinato a spazzare via il cinema fatto fino a quel momento: il dramma. Nel 1901 il cinema mostra una grande spinta verso il superamento dell’intrattenimento: come dimostrano i singolari documentari sulla vita nella Cina meridionale realizzati dal diplomatico francese Auguste François, con una macchina da presa fornitagli da Léon Gaumont.
A cura di Karl Wratschko e Mariann Lewinsky

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Il secolo del cinema: 1900

Programma a cura di Mariann Lewinsky

Tempistica perfetta. Il cinema si affaccia al mondo nel 1895, ha dunque davanti a sé i giusti anni di rodaggio per arrivare in gran forma al traguardo del Novecento. La corsa alla modernità innescata dal nuovo secolo risulterà però non poco ambigua. Certo, nel 1890 Albert Robida aveva preconizzato per l’anno 1955 video-concerti via téléphonoscope (nel romanzo fantastico Il ventesimo secolo. La vita elettrica) e nel 1900 l’Esposizione universale di Parigi celebrava “la giovane e splendente Fata Elettricità, che porta in dono all’industria contemporanea due elementi cruciali: movimento e luce”, come scriveva entusiasta un certo J. Trousset nel 1899. Ma lo stesso Robida disegnò per l’Esposizione una Vieux Paris medievale accolta da un più caloroso successo rispetto ai molti schermi, piccoli o giganti, che mostravano immagini in movimento… Con i suoi dodici stand di materiale cinematografico e i diciassette spazi di proiezione, l’Esposizione di Parigi fu comunque una prestigiosa pietra miliare per il cinema (parafrasando la ricerca pubblicata nel 1986 da Emmanuelle Toulet). E fu un’occasione di raduno per gli operatori di tutto il mondo: chiunque avesse una macchina da presa andò e filmò. La nostra sezione 1900 ha preso la forma non di un panorama, ma di una disseminazione centrifuga a partire da un punto centrale. Il giovane Giancarlo Stucky comprò a Parigi una cinepresa amatoriale Gaumont 15mm, e rientrato a Venezia registrò immagini che tornano a far brillare i nostri occhi, consumati da troppe visioni, con la loro commovente vivacità e un senso del qui e ora che ci toglie il fiato. L’ingegner Sieurin di Höganäs a sua volta acquistò una cinepresa (una normale 35mm) insieme a una quantità di film Gaumont e diventò un pioniere del cinema svedese. Il londinese Joe Rosenthal andò in Sudafrica e in Cina per coprire la guerra boera e la ribellione dei Boxer. Il punto d’irradiazione è costituito da alcune delle attrazioni cinematografiche presentate all’Esposizione di Parigi – le vedute Lumière proiettate al Padiglione Cambogiano e alla Galérie des Machines (più grande della Piazza Maggiore di Bologna!) e le scene teatrali filmate accompagnate dai cilindri fonografici del Phono-Cinéma-Théâtre. O forse, l’epicentro era altrove, ed era una stella invece che un punto? Nel 1900 Georges Méliès, molto lontano dall’Esposizione e dai film non-fiction pensati per promuovere nazioni e beni di consumo, si prendeva cura del suo pubblico nei music-hall, negli spettacoli itineranti e al Théâtre Robert- Houdin, deliziandolo con meravigliosi film a trucchi, una Jeanne d’Arc di monumentale lunghezza (250 m) e un incantevole Rêve de Noël, che aveva realizzato con l’ambizione di “creare un’opera il più possibile artistica, ma anche divertente e interessante”. Obiettivo raggiunto.

Mariann Lewinsky

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