[FILM]
Photo Charlie ChaplinTM © Bubbles Incorporated SA
Scen.: Charles Chaplin, Vincent Bryan, Maverick Terrell. F.: Roland Totheroh, William C. Foster. Int.: Charles Chaplin (l’evaso), Edna Purviance (una ragazza), Henry Bergman (il padre della ragazza/un operaio), Eric Campbell (l’innamorato), Martha Golden (la madre della ragazza/signora Brown), Albert Austin (il maggiordomo), Toraichi Kono (chaffeur), Frank J. Coleman (secondino grosso), Loyal Underwood (invitato piccolo). Prod.: Charles Chaplin per Lone Star Mutual. DCP. D.: 26’. Bn.
Storico delle edizioni
Un’ovvietà del restauro cinematografico è che i titoli più amati sono quasi sempre quelli in condizioni peggiori. I negativi si logorano per l’uso eccessivo, le vecchie stampe sono duplicate per crearne di nuove e ogni nuova generazione analogica comporta una perdita di qualità dell’immagine (e del suono). È stato per molto tempo il problema dei cortometraggi di Charles Chaplin per la Mutual, una serie di dodici comiche da due rulli che Chaplin realizzò nel 1916 e nel 1917. Da molti considerati i lavori più divertenti e formalmente più compiuti di Chaplin, i cortometraggi Mutual sono stati amati fin quasi a distruggerli nel secolo e passa di costante circolazione.
Il nuovo restauro del MoMA di The Adventurer, l’ultimo e, per molti, il migliore dei Mutual, giunge come una rivelazione. Assemblato da sette fonti diverse, quasi tutte provenienti dal negativo A (la versione per il mercato americano), spesso combinando elementi all’interno di una stessa inquadratura, ha una chiarezza e una struttura della grana che mancavano al film da generazioni, ed è stato dotato di nuove didascalie che corrispondono a campioni di copie originali di altri film Mutual. Il film ha ora un aspetto molto simile – con effetti quasi inquietanti – a quello che aveva quando apparve per la prima volta sugli schermi americani.
Dave Kehr
Credo che nella commedia sia sempre meglio ottenere due grandi risate consecutive con un’unica gag piuttosto che con due. Prendiamo ad esempio, la gag del gelato in The Adventurer. La prima risata è provocata dal mio imbarazzo, la seconda, più sonora, dal gelato che cade sul collo della signora che si mette a strillare e a dare in escandescenza. Con un solo incidente sono riuscito a mettere nei guai due persone e a provocare due scoppi di risa. Per quanto a prima vista possa sembrare elementare, si è qui tenuto conto di due distinte proprietà della natura umana. La prima è costituita dalla soddisfazione che prova il pubblico nel vedere ridicolizzati la ricchezza e il lusso, la seconda è la tendenza degli spettatori a provare le stesse sensazioni che l’attore prova sulla scena. Una delle prime cose che si imparano lavorando in teatro è che alla gente piace vedere i ricchi colpiti da disavventure di ogni genere, e la ragione è che nove decimi dell’umanità è in condizioni di povertà, e segretamente ritiene un privilegio ingiusto le ricchezze dell’altro decimo.
Charlie Chaplin, What People Laugh At, in “American Magazine”, novembre 1918
Crediti di restauro
Restaurato in 4K nel 2023 da MoMA presso il laboratorio Metropolis Post a partire da sette elementi, incluse copie 35mm di una ristampa di metà anni Venti, della ristampa Commonwealth Pictures e della ristampa colonna sonora VanBeuren. Con il sostegno di The Lillian Gish Fund for Film Preservation. Restauro supervisionato da Peter Williamson e Dave Kehr
Congedo cinematografico di Chaplin alla Mutual, TheAdventurer risente, come osserva David Robinson e a giudicare dai tagli sopravvissuti, di una crisi creativa. Per questo particolare titolo, tuttavia, e contrariamente alle sue abitudini, Chaplin analizzò nel dettaglio la gag del gelato che scivola nel collo della signora per illustrare, in maniera più generale, alcuni meccanismi alla base del suo paradigma comico: “La prima risata è provocata dal mio imbarazzo, la seconda, più sonora, dal gelato che cade sul collo della signora che si mette a strillare e a dare in escandescenza. Con un solo incidente sono riuscito a mettere nei guai due persone e a provocare due scoppi di risa. Per quanto a prima vista possa sembrare elementare, si è qui tenuto conto di due distinte proprietà della natura umana. La prima è costituita dalla soddisfazione che prova il pubblico nel vedere ridicolizzati la ricchezza e il lusso, la seconda è la tendenza degli spettatori a provare le stesse sensazioni che l’attore prova sulla scena. Una delle prime cose che si imparano lavorando in teatro è che alla gente piace vedere i ricchi colpiti da disavventure di ogni genere, e la ragione è che nove decimi dell’umanità è in condizioni di povertà, e segretamente ritiene un privilegio ingiusto le ricchezze dell’altro decimo. Se avessi fatto cadere il gelato sul collo di una povera donna, ad esempio di una donna delle pulizie, non avrei suscitato ilarità ma simpatia verso la vittima. […] Quando dico che lo spettatore prova le stesse emozioni dell’attore voglio semplicemente dire che, per restare al mio esempio, quando la signora ricca rabbrividiva il pubblico rabbrividiva con lei. […] Tutti sanno che il gelato è freddo e tutti rabbrividiscono: se avessi usato qualcosa di meno facilmente identificabile l’effetto comico sarebbe mancato”.
Crediti di restauro
Restaurato nel 2013 da Fondazione Cineteca di Blogna presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata in collaborazione con Lobster Films e Film Preservation Associates
Restauro sostenuto da Alexander Payne