[FILM]
Scen., M.: Charles Chaplin. F.: Roland Totheroh. Scgf.: Charles D. Hall. Int.: Charles Chaplin (la recluta), Edna Purviance (la ragazza francese), Sydney Chaplin (il sergente, il Kaiser), Jack Wilson (il principe tedesco), Henry Bergman (il sergente grasso, il maresciallo Hindenburg), Tom Wilson (il sergente istruttore), Albert Austin (il soldato americano, il soldato tedesco, l’autista del Kaiser), Loyal Underwood (un tedesco). Prod.: Charles Chaplin per First National Pictures. DCP. D.: 43’.
Storico delle edizioni
Distribuito nell’ottobre del 1918, tre settimane prima dell’armistizio, Shoulder Arms fu la prima commedia a trattare la guerra come materia di burlesque sviluppata lungo tutto il film. I colleghi di Chaplin lo avvertirono che quella scelta, in quel momento, sarebbe stata suicida: si sbagliavano. Il film divenne il suo maggiore successo commerciale fino ad allora e fu particolarmente popolare tra i soldati di ritorno dal fronte. La dove i film di propaganda dell’epoca demonizzavano il nemico, Chaplin affronto la guerra dal punto di vista di un soldato semplice: uno sprovveduto fante dell’esercito americano alle prese con brande allagate, la distribuzione della posta e la lunga squallida sospensione della vita in trincea, prima di camuffarsi da albero e riuscire, in qualche modo, a catturare il Kaiser. Sydney Chaplin compare in diversi ruoli, tra cui la vivace interpretazione di un ufficiale tedesco. La versione che il pubblico ha visto per decenni e stata ricostruita a partire da angolazioni di ripresa alternative e ciak di seconda scelta, assemblati a partire da negativi C e D deteriorati dopo che il negativo A originale era diventato inutilizzabile. Il restauro del MoMA, tratto principalmente da copie superstiti stampate dal negativo A originale, corregge il movimento a scatti causato dallo stretch-printing utilizzato per proiettare il film con proiettori di epoca sonora e riporta il film alla sua velocita originale di 20 fotogrammi al secondo. Emergono cosi differenze sottili ma decisive: la performance di Chaplin assume diverse sfumature emotive e il ritmo del film riflette le sue reali intenzioni, anziché i compromessi di una ricostruzione.
Dave Kehr
Ricostruzione della versione originale del 1918, restaurata in 4K nel 2026 da MoMA in collaborazione con Cineteca di Bologna sotto l’egida di Association Chaplin e Roy Export S.A.S. presso il laboratorio Metropolis Post, a partire da una copia 35mm conservata presso Det Danske Filminstitut, frammenti 35mm della collezione Lobster Films, copie 16mm e 28mm messe a disposizione da Bruce Lawton e The Malkames Collection, una copia 16mm conservata presso Wisconsin Center for Film and Theater Research – University of Wisconsin- Madison. Didascalie originali ricreate grazie al supporto di George Eastman Museum. Con il sostegno di Lillian Gish Trust for Film Preservation
All’inizio di Shoulder Arms: con una carrellata in avanti seguiamo Charlot che avanza nel varco della trincea, incurante delle esplosioni. La macchina da presa lo accompagna fino in fondo, poi una carrellata all’indietro lo riporta verso gli spettatori, quasi come se camminasse lungo il corridoio del cinema, tra le poltrone. Sembra un invito a seguirlo fino al campo addestramento reclute, con la tacita promessa che riuscirà a farci ridere di gusto, anche se l’argomento è il meno comico di tutti: la guerra. Tecnicamente parlando, Shoulder Arms è uno dei film più complessi realizzati da Chaplin fino ad allora: sdoppiamenti narrativi e split screen, set curati e realistici, movimenti di macchina sofisticati e una magnifica mise-en-scène. È ricco di situazioni comiche che scoppiano frequenti come le granate, alcune memorabili, come la scena in cui si camuffa da albero (non si tratta proprio di camouflage – dirà Bazin – sembra piuttosto “uno di quei piccoli insetti indiani che assumono le sembianze di una foglia” o che fingono di essere morti, e l’unica differenza tra loro e Charlie sta nella “velocità con cui riemerge dalla sua condizione di dissoluzione spaziale, e ritorna al mondo, perennemente pronto all’azione”).
Shoulder Arms è solo il primo di molti film che Chaplin realizzò contro il parere di amici e colleghi: “È molto pericoloso, in questo momento, prendere in giro gli orrori della guerra”, lo mise in guardia DeMille. Lui andò avanti lo stesso, inizialmente concependo il film come il suo primo lungometraggio e girando molti metri di pellicola (poi tagliati e ridotti a tre rulli) in cui si vede Charlot, uomo di famiglia, prima di arruolarsi. Shoulder Arms fu uno dei maggiori successi commerciali di Chaplin e fu a lungo utilizzato da pubblico e critica come metro di paragone per giudicare i suoi film successivi. Ma non è tutto. Il film uscì in sala al momento giusto e riuscì a far ridere la gente dell’idiozia della guerra, entrando così a far parte, in maniera determinante, dell’esperienza del conflitto mondiale. “Come hai fatto a catturare tredici soldati tedeschi tutto da solo?” – chiede a Charlot il suo superiore – “Li ho circondati”.
Cecilia Cenciarelli
Restaurato nel 2018 da Cinémathèque suisse e Národní filmový archiv con il sostegno di Memoriav e Národní filmový archiv, presso i laboratori Bonton A.S. e Lýsa nad Labem. Imbibizioni e viraggi a cura di Jan Ledecký. Un ringraziamento speciale a Kate Guyonvarch e alla famiglia Chaplin per aver permesso questa proiezione