[FILM]
Sog.: Harry Hervey. Scen.: Jules Furthmann. F.: Lee Garmes. M.: Frank Sullivan. Scgf.: Hans Dreier. Mus.: Karl Hajos, W. Franke Harling, Rudolph G. Kopp, John Leipold. Int.: Marlene Dietrich (Shanghai Lily), Clive Brook (Donald Harvey), Anna May Wong (Hui Fei), Warner Oland (Henry Chang), Eugene Pallette (Sam Salt), Lawrence Grant (reverendo Carmichael), Louise Closser Hall (signora. Haggerty), Gustav von Seyffertitz (Eric Baum), Emile Chautard (maggiore Lenard). Prod.: Adolph Zukor per Paramount Pictures Corporation Inc. DCP. Bn.
Storico delle edizioni
La quarta collaborazione tra Marlene Dietrich e Josef von Sternberg è ambientata all’epoca della Guerra civile cinese. ‘Shanghai Lily’ (Dietrich) e la sua cameriera cinese Hui Fei (Anna May Wong) partono da Pechino sullo Shanghai Express. Sul treno viaggia anche il medico britannico Donald ‘Doc’ Harvey (Clive Brook), uno degli ex amanti di Lily, che lei affronta con la battuta “È servito più di un uomo per cambiare il mio nome in Shanghai Lily”. Durante il viaggio il treno è preso d’assalto dai ribelli comunisti cinesi, comandati da Henry Chang (Warner Oland), che è tra i viaggiatori. Anche Shanghai Lily tenta di intervenire negli scontri che ne derivano.
I costumi di questo sfarzoso film furono disegnati da Travis Banton, che vestì Dietrich con tenute esotiche, compreso un leggendario cappello ornato di piume nere. Dietrich e i suoi costumi, così come le scenografie di Hans Dreier, furono fotografati splendidamente da Lee Garmes, che per il suo lavoro vinse l’Oscar. Ma il film è anche caratterizzato da un certo esotismo ed erotismo, compresi gli stereotipi culturali e gli attori bianchi in ‘yellowface’.
Il giornale di sinistra “New Masses” criticò le tendenze politiche del film nel maggio del 1932: “Shanghai Express è pieno di calunnie. La Paramount, rappresentata dal suo feldmaresciallo Sternberg, ha infarcito il melodramma di viziosi sentimenti controrivoluzionari. Il rivoluzionario cinese è un ‘bandito senza principi’. Il comandante, un ‘mezzosangue’, ha un ‘castello nei boschi’ dove sequestra la prostituta nordica, Shanghai Lily, interpretata da Marlene Dietrich (detta ‘Le gambe’)”. Ciò nonostante, il film divenne il maggior successo dell’accoppiata Dietrich-von Sternberg e influenzò le loro messe in scena successive, soprattutto in termini di illuminazione.
Peter Mänz
Crediti di restauro
Per concessione di Park Circus
Dice Ado Kyrou: “Adagiata sul divano del vagone-salotto di Shanghai Express, Marlene scompare dietro l’immenso cappello di pizzo nero. La mano di un uomo glielo toglie con un gesto brusco e le labbra di Marlene si socchiudono. Quello fu il mio primo contatto cinematografico con la donna. In preda a un’angoscia indefinibile, trasportato all’improvviso al di là dello spettacolo che si svolgeva sullo schermo, sprofondai nella poltrona, convinto che la sala fosse vuota e che Clive Brook non esistesse, e iniziai un lungo dialogo avvincente con la meravigliosa avventuriera Shanghai Lily. Sternberg mi aveva fatto scoprire, da bambino di nove anni qual ero, l’unica vita assolutamente reale, quella dei sensi in cui ci conduce la donna”. Anna May Wong è colta con altrettanta dignità della Dietrich e con una magia quasi equivalente. Il primo maestro di Sternberg, l’ex regista Emile Chautard, interpreta con eleganza la parte dell’ufficiale francese.