[FILM]
S.: Ennio Flaiano. Sc.: E. Flaiano, Luigi Filippo d’Amico, Suso Cecchi d’Amico, Marcello Marchesi, Cesare Zavattini, M. Pagliero. F.: Aldo Tonti. Scgf.: Gastone Medin. Mu.: Nino Rota, diretta da Fernando Previtali. M.: Giuliana Attenni. Ass.R.: L. F. d’Amico. In.: Andrea Checchi (il giovane), Valentina Cortese (la ragazza), Nando Bruno (il ladro), Vittorio De Sica (il signore distinto), Marisa Merlini (Mara), Gar Moore (l’americano), Manlio Busoni, Fedele Gentile, Francesco Grand Jacquet, Rossano Licari, Ave Ninchi. P.: Marcello d’Amico per Pao Film. 35mm. D.: 81′ a 24 f/s.
Storico delle edizioni
Soprattutto non dovete immaginare – sulla base di qualche parallelo letterario più o meno fondato – che l’epiteto “ Film maledetto” si applichi soltanto a opere aride, pessimiste e un tantino sofisticate: La notte porta consiglio è un film gaio, spesso pieno di umorismo e insomma ottimista! Altri vi spiegheranno a cosa sia legata la sua “maledizione” molto relativa…
(…) Il vero soggetto sembra essere soprattutto Roma e i diversi aspetti della vita che vi si conduce, la notte. Ma senza dubbio è la mancanza di una spina dorsale più solidamente strutturata a favore di un pullulare di dettagli – ognuno di per sé eccellente – se questo film appare un po’ confuso e in fin dei conti non così soddisfacente di quanto le sue qualità lo meriterebbero. Si è riconosciuto al passaggio l’influenza di René Clair: è evidente. In questi personaggi che si incontrano, si lasciano, si ritrovano, questa collana che passa di mano in mano, s’intravede un Milione sullo sfondo. E l’uomo politico distinto e un po’ folle non può mancare di ricordare certi personaggi di A nous la liberté e dell’Ultimo miliardario.
Il che non impedisce a Marcello Pagliero di avere realizzato un’opera originale. L’interprete di Roma città aperta, realizzando il suo film qualche mese dopo, ha in particolare situato l’azione in un quadro risolutamente realista e questa cavalcata piena di fantasia – dove i personaggi non sono d’altra parte dei fantocci – è condotta attraverso delle strade, dei locali, dei circoli clandestini, dei dancing la cui autenticità è ricca di aspetti quotidiani della vita. Notiamo nei crediti i nomi di Cesare Zavattini che decisamente da Quattro passi fra le nuvole a Ladri di biciclette, passando attraverso Sciuscià, è stato associato come sceneggiatore ai film italiani più rappresentativi; di Aldo Tonti, uno dei migliori operatori della penisola, e di Vittorio De Sica, che del personaggio del ministro amnesico ci ha dato un’interpretazione di sapore straordinario.
Jean-Pierre Barrot, La nuit porte conseil: Un peu decousu mais plein de qualité, “L’Ecran français”, n. 220, 19 settembre 1949
Dopo la liberazione, Pagliero è tra i collaboratori del film di montaggio Giorni di gloria a fianco di Mario Serandrei, Giuseppe De Santis e Luchino Visconti: sono sue le immagini delle Fosse Ardeatine, in cui furono massacrati 335 ostaggi nel marzo del 1944 (la sequenza, girata nell’agosto del 1944, mostra il delicato lavoro di identificazione dei corpi trucidati). Nello stesso periodo, quando la sceneggiatura di Roma città aperta, che all’inizio doveva concentrarsi esclusivamente sulla figura di un prete appartenente alla Resistenza, viene arricchita con l’introduzione di un militante comunista, il ruolo viene affidato a Pagliero, amico di Rossellini. (…) Nel 1946, Pagliero gira il primo film di cui è completamante responsabile, La notte porta consiglio, conosciuto anche col titolo Roma città libera, con chiaro riferimento al film di Rossellini. (…) Il film è una commedia sulle delusioni che colpiscono Roma all’indomani della guerra. Mescolando ironia ed amarezza, Pagliero mette in scena due giovani che, di fronte alla miseria, trovano rifugio nel suicidio o nella prostituzione.
Jean A. Gili, in 1895, n. 10, ottobre 1991