[FILM]
T. int.: Lemonade Joe, or the Horse Opera. Sog.: dai racconti e dalla pièce omonimi di Jiří Brdečka. Scen.: Jiří Brdečka, Oldřich Lipský. F.: Vladimír Novotný. M.: Miroslav Hájek. Scgf.: Karel Škvor. Mus.: Jan Rychlík, Vlastimil Hála. Int.: Karel Fiala (Limonádový Joe), Rudolf Deyl (Doug Badman), Miloš Kopecký (Hogofogo), Květa Fialová (Tornado Lou), Olga Schoberová (Winnifred Goodman), Bohuš Záhorský (Ezra Goodman), Josef Hlinomaz (Gunslinger Grimpo), Karel Effa (Pancho Kid). Prod.: Bratri v Triku, Kratky Film Praha, Barrandov Studios. DCP. D.: 100’. Col.
Storico delle edizioni
Una commedia? Un western? Un musical? O magari un omaggio al cinema muto? Se Limonádový Joe rappresenta la migliore trasposizione cinematografica possibile del ciclo di racconti degli anni Trenta di Jiří Brdečka – già adattato per il teatro e poi trasformato in un film d’animazione, nel
1949, da Jiří Trnka – è perché fonde abilmente generi e stili, traducendo in forma cinematografica lo spirito parodico del testo originale. Sono presenti tutti gli archetipi del western, ma in forma esasperata: infinite risse da saloon che coinvolgono ogni personaggio al ritmo di un pianoforte meccanico; un bel cowboy solitario che si aggira per una città, meglio se deserta, al tramonto; bulli ottusi e dediti all’alcol, sempre pronti a menare le mani agli ordini di un vero cattivo; una pupa da saloon; una giovane dolce e forse non così ingenua; e una guerra tra bande. Il vero nodo del conflitto, tuttavia, è se gli abitanti della città finiranno per bere la Kolaloka analcolica promossa dal ‘buono’ oppure il whisky difeso dal cattivo, e, in ultima analisi, chi vincerà la guerra commerciale e naturalmente il cuore della dolce ragazza. Ma Limonádový Joe non può essere ridotto a una parodia convenzionale fondata sull’esagerazione dei cliché del western. Al di là dell’umorismo deliziosamente assurdo dei dialoghi, dei testi delle canzoni che parodiano l’inglese con accento ceco, dei trucchi o dei numerosi dettagli disseminati nelle scenografie, la giocosa evocazione dell’estetica del cinema muto – con movimenti accelerati, gag slapstick ed effetti monocromi che simulano un restauro con il metodo Desmet, ma tre decenni prima – contribuisce a rendere il film una parodia straordinariamente creativa. Oggi è diventato un vero e proprio cult. Commedia tra le più popolari del cinema cecoslovacco, Limonádový Joe non sarebbe stato lo stesso, o altrettanto inventivo, se non fosse stato realizzato a metà degli anni Sessanta. In quel periodo la cosiddetta Nová vlna, la nouvelle vague cecoslovacca, beneficiava della liberalizzazione del regime socialista e del parziale allentamento della censura, ma ne traevano vantaggio anche i film popolari che sperimentavano con le convenzioni di genere e con un’ampia gamma di forme visive. Oldřich Lipský è uno dei più celebri registi di commedie ceche innovative. In Happy End (1967) e Adéla ještě nevečeřela (Nick Carter quel pazzo di detective americano, 1978) ha continuato a giocare con i generi, l’animazione, i trucchi, la narrazione e le invenzioni decorative.
Jeanne Pommeau
Restaurato in 4K nel 2024 da Národní filmový archiv in collaborazione con Festival internazionale del cinema di Karlovy Vary presso i laboratori Universal Production Partners e Soundsquare, a partire dal duplicato positivo e dal negativo suono. Con il sostegno di Milada Kučerová ed Eduard Kučera
Il cammino che portò l’eroe di Lemonade Joe sul grande schermo è stato tortuoso, ma l’attesa è stata ben ripagata: questa singolare parodia letteraria del genere western è stata adattata al cinema in maniera eccellente. Anche se le prime reazioni della critica nazionale non furono unanimi, all’estero il film fu accolto bene e decenni dopo è diventato uno dei titoli più popolari e criticamente apprezzati della cinematografia cecoslovacca. Le vicende del bel cowboy che all’alcol preferisce la limonata e si batte con successo contro il crimine erano un’invenzione dello scrittore Jirˇí Brdecˇka. Appassionato di storie d’avventura, Brdecˇka aveva cominciato a pubblicare la sua serie umoristica già nel 1940, e alla fine della guerra la portò sul palcoscenico. Le avventure di Joe ispirarono inoltre il cortometraggio di animazione di Jirˇí Trnka Arie prerie (1949) e Brdecˇka stesso le adattò per la radio e poi ancora per il teatro: il film si basa proprio sull’allestimento teatrale del 1955. Dato l’esotismo delle ambientazioni, il regista Oldrˇich Lipský prese in considerazione una coproduzione con la Jugoslavia, ma poi il set della cittadina del West fu costruito nei Barrandov Studios, per gli esterni rocciosi si ripiegò sui dintorni di Praga e gli effetti visivi fecero il resto. Il film fu girato in widescreen, ma l’uso della colorazione, del movimento accelerato e di tecnologie obsolete (come gli sfondi proiettati e le doppie esposizioni) richiamano il cinema muto. Alle scene con i personaggi in carne e ossa si accompagnano qua e là le animazioni di Jirˇí Trnka. I dialoghi sono improntati a una parodia esagerata ma raffinata, e alcune memorabili espressioni sono poi entrate nel linguaggio di tutti i giorni. La popolarità e l’importanza di Lemonade Joe è testimoniata dal suo ritorno nelle sale cecoslovacche nel 1984 e dalla monografia del Národní filmový archiv che gli è stata dedicata alla fine degli anni Ottanta.
Tomáš Hála