[FILM]

LADY WINDERMERE’S FAN

Cast and Credits

Sog.: dalla pièce omonima (1892) di Oscar Wilde. Scen.: Julien Josephson. F.: Charles Van Enger. M.: Ernst Lubitsch. Scgf.: Harold Grieve. Int.: Ronald Colman (Lord Darlington), Irene Rich (Mrs Erlynne), May McAvoy (Lady Windermere), Bert Lytell (Lord Windermere), Edward Martindel (Lord Augustus), Helen Dunbar (duchessa), Carrie Daumery (duchessa di Berwick). Prod.: Ernst Lubitsch per Warner Bros. Pictures. DCP. Bn.

Storico delle edizioni

Scheda Film

Nel 1925 Lady Windermere’s Fan, rappresentata per la prima volta nel 1893, è ormai una pièce de résistance delle scene europee e americane. Lubitsch se ne appropria nel segno della riscrittura infedele. Non solo perché dei tanti aforismi che zampillano dal testo nemmeno uno rifluisce nelle didascalie, al solito parsimoniose. Non solo perché il colpo di teatro che Wilde serba per la fine del secondo atto (la scandalosa Mrs Erlynne è la madre di Lady Windermere, che la crede sua rivale) qui si risolve nella prima sequenza, trasformando un principio di sorpresa in un esercizio di suspense (noi sappiamo quel che i personaggi ignorano, e ci godiamo lo spettacolo aspettando che la bomba scoppi). L’infedeltà di Lubitsch a Wilde è sfida tra anime gemelle, che conoscono la profondità delle apparenze e il dovere dell’artificio. La strategia di sostituzione ha del parabolico: trasformare il wit della parola wildiana in tessitura visiva, sguardi incrociati, binocoli indagatori, mascherini incalzanti, siepi di bosso che tagliano il quadro per celare o svelare, geometria di percezioni inaffidabili. Film di squilibri spaziali: primissimi piani tra l’appassionato e il fatuo (“devo dirvi una cosa che forse vi interessa / io vi amo”) staccano su smisurati totali déco, dove una serratura può trovarsi ad altezza d’un occhio di ragazza. Film di contrazioni temporali: un uomo sedotto pedina la sua seduttrice, piano fisso, un fondale che è pura pop art, una linea dello sguardo orizzontale come nel cinema primitivo o nella nouvelle vague o in Paul Thomas Anderson. Ma soprattutto, il gioco delle apparenze ci nasconde che la più bella commedia del cinema muto americano non è una commedia. Scriveva Guido Fink che “commedia è solo un altro modo di guardare alle stesse cose”: e allora Lady Windermere’s Fan è solo un altro modo di guardare Stella Dallas (lo spettatore di questo Cinema Ritrovato potrà verificare), se anche qui il climax è il Sacrificio Silenzioso, il Pianto Soffocato d’una madre. Poi, naturalmente, Mrs. Erlynne è una che cade sempre bene, e già sulla soglia della propria rinuncia la attende un Lord Augustus da trascinar via con sé, in un turbine profumato di ermellino e Shalimar. La vita, scriveva Oscar Wilde, è cosa troppo seria per parlarne seriamente.

Paola Cristalli

Copia proveniente da

Crediti di restauro

Restaurato da MoMA con il sostegno di Matthew e Nathalie Bernstein

Edizione2023
Versione del filmDidscalie inglesi
SezioneRitrovati e Restaurati
Proiezioni
30 GIUGNO 2023[21:45]
Teatro Auditorium Manzoni
01 LUGLIO 2023[22:15]
Cinema Arlecchino

Scheda Film

Il film realizzato da Ernst Lubitsch a partire da Lady Windermere’s Fan non è facilmente riconducibile alla commedia di Oscar Wilde, perché Lubitsch ha preso dall’originale solo la trama, alla quale di solito nessuno ha mai prestato molta attenzione. Una trama in sé antiquata, banale, forse anche dozzinale e quindi perfetta agli occhi dei produttori di Hollywood. Lubitsch elimina

l’umorismo brillante e quell’atmosfera di cinismo che in precedenza aveva messo in ombra e reso tollerabile questa commedia estremamente convenzionale, per poi attribuirle una fotografia così meravigliosa e dirigerla con una tale maestria da trasformarla in un film molto gradevole. Le strade grigie di Londra, le figure in abiti bianchi o che si aggirano in stanze dai soffitti altissimi o che guardano fuori da finestre dalle lunghe tende, dimostrano come il suo stile assolutamente personale, la sua ingenuità teatrale e il suo talento nel riprendere gli avvenimenti comuni da un’angolazione insolita e rivelatrice, anche se meno divertenti che in Kiss Me Again, sono sempre estremamente efficaci.

In una delle prime proiezioni di Lady Windermere’s Fan, gli spettatori hanno avuto anche la dimostrazione di un altro aspetto del genio di Lubitsch, e cioè della sua capacità di indurre gli attori a incarnare i suoi ideali. Irene Rich, l’attrice che interpretava Mrs. Erlynne, si è presentata sul palco per fare un breve discorso. Nel ruolo della brillante avventuriera, Irene Rich aveva riscosso un notevole successo: una brunetta intelligente, slanciata, incantevole, con un’aura affascinante di dolcezza e franchezza che lasciava comunque trasparire l’esercizio di un tatto misurato, il prodotto di frequentazioni mondane. Ma di persona, la signorina Irene Rich era qualcosa di notevolmente diverso: una florida ragazza californiana, bionda come una pesca del Pacifico e solida come una sequoia, che fino a quel momento sembrava aver sempre e solo interpretato ruoli di mogli tradite e abbandonate. Il fatto che Lubitsch avesse intravisto in lei le doti per interpretare Mrs. Erlynne e che le avesse permesso di esprimerle dimostra quanto l’abilità di un regista possa fare la differenza per l’interpretazione di un attore. Questo forse è ancor più importante nel cinema che non a teatro, perché nei film gli attori non recitano davanti a un pubblico, ma solo davanti al regista, e il rapporto tra i due è ancor più stretto e diretto. Si dice che alcuni registi abbiano effettivamente un potere quasi ipnotico sui loro attori. Chissà quante belle ragazze e quanti giovani pappagalli di Hollywood avrebbero potuto essere trasformati in rispettabili interpreti di bei film se solo ci fossero stati più registi tedeschi d’importazione a ipnotizzarli.

Edmund Wilson, A German Director in Hollywood (24 marzo 1926), in The American Earthquake, Doubleday Anchor Books, 1958

 

 

Copia proveniente da

Crediti di restauro

Copia stampata nel 1988 da materiali nitrato

Edizione2006
Versione del filmDidascalie inglesi
SezioneRitrovati e Restaurati