[FILM]
Sog., Scen.: Arrigo Frusta. F.: Giovanni Vitrotti. Int.: Fernanda Negri-Pouget (la nipote), Umberto Scalpellini (il curato), Luigi Chiesa (il tenente Carlo), Luciano Manara (Zufolo). Prod.: S.A. Ambrosio DCP. D.: 42’. Imbibito
Storico delle edizioni
A due anni di distanza da Nozze d’oro, la rodatissima accoppiata Frusta-Maggi torna su un tema tra i più cari al cinema italiano del tempo: l’epopea risorgimentale, con annesso obbligo di ridurre l’invasore austriaco a vittima designata della scaltrezza e del coraggio patriottici. Il pubblico si infiamma, al punto da inveire oltre misura quando il nemico irrompe sullo schermo, costringendo qualche questura a bloccare il film. Come nel precedente Nozze d’oro, la vicenda si svolge nella cornice del ricordo e regala ai protagonisti l’occasione per innamorarsi. La ‘voce narrante’ qui è quella della nonna, restia ad accettare la modernità di una lampada elettrica: è proprio grazie alla sua vecchia lampada a olio, infatti, che riuscì a spazzare via il nemico e a maritare il bel tenentino. Il film eccelle per l’uso dello spazio: la cittadina sotto assedio ha un carattere poroso, che invita al nascondiglio, a un gioco degli inganni che ha il proprio fulcro nella sacrestia e nella torre campanaria. Gli austriaci soccombono perché smarriscono il controllo della topografia e non sanno guardare oltre le apparenze. Come spesso avviene nelle storie di Frusta, vince chi sa approfittare dell’anfratto nascosto, del travestimento, del doppio gioco.
Restaurato nel 2018 da Cineteca di Bologna e Museo Nazionale del Cinema in collaborazione con BFI – National Archive, nel 2018 presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata, a partire da una copia nitrato imbibita conservata presso il BFI – National Archive e proveniente dalla collezione Joye
Sulla scia dello strepitoso successo ottenuto da Nozze d’oro (1911) e da I Mille (1912), l’Ambrosio nel 1913 intensifica il suo impegno nella produzione di soggetti risorgimentali, realizzando ben tre film sul tema: Il notturno di Chopin, Le campane della morte e La lampada della nonna. Quest’ultimo soggetto, che ripropone un episodio della Seconda guerra d’Indipendenza, si avvale di un espediente narrativo particolarmente utilizzato nei film storico-patriottici dell’epoca: il flashback. Attraverso il racconto della nonna i nipotini rivivono le gesta degli eroi del Risorgimento, con una comunione ideale tra presente e passato, in nome e in onore della Nazione. Il film, che si segnala per la suggestiva fotografia di Giovanni Vitrotti, venne ritirato dalle sale a causa delle dimostrazioni del pubblico contro l’Austria, nel 1913 ancora alleata dell’Italia.
Giovanni Lasi