[FILM]

I TOPI GRIGI

Cast and Credits

 

Secondo episodio, La tortura

S.: Pio Vanzi. Sc.: Emilio Ghione. F.: Cesare Cavagna. In.: Emilio Ghione (Za-la-Mort), Kally Sambucini (Za-la-Vie), Alberto Francis-Bertone (il Grigione), Nello Carotenuto (Muso Duro), Ida Carloni-Talli (la duchessa Giovanna), Alfredo Martinelli. P.: Tiber-film, Roma. L.: 671m. D.: 30’. bn, 35mm.

 

Storico delle edizioni

Scheda Film

Come scrive Vittorio Martinelli il serial “contrariamente a quanto si crede, non ebbe molto successo, fu scarsamente recensito e scom­parve presto dalle programmazioni. Il fatto che venga in tempi attua­li considerato un film importante nella scheda di Ghione è probabil­mente dovuto al motivo che è l’unico che si sia salvato della serie di Za-la-Mort”. (…) Il serial risulta composto di espedienti narrativi di origini eterogenee e potrebbe essere definito un grande polittico, che negli otto episodi espone al pubblico saggi derivanti dal racconto nero, dal poliziesco, dall’esotico salgariano e farandolesco dove l’im­probabile e l’inverosimile si confondono a tratti naturalisti, al bisogno oraziano dell’angolo al quale il protagonista tende, soprattutto dopo ogni trasformazione che le mirabolanti avventure e disavventure richiedono a Za la Mort. Talvolta coesistono anche in uno stesso epi­sodio generi differenti, in cui rientrano senza particolari preamboli stereotipie di diversa derivazione letteraria (d’appendice, avventuro­sa, per ragazzi…), che Ghione sembra captare e inserire per disto­gliere dall’esile trama la parte di pubblico affamata di colpi di scena.

Denis Lotti

Copia proveniente da
Restauro realizzato da

Crediti di restauro

Restaurato presso l’Immagine Ritrovata nel 1994 a partire dal negativo camera nitrato, senza didascalie, recuperato dalla Fondazione Cineteca Italiana presso l’Archivio Pittaluga, e da una copia positiva safety stampata negli anni 50 dallo stesso negativo e depositata presso la Cinémathèque Royale de Belgique contenente scene oggi decomposte nel nitrato

Edizione2008
Versione del filmDidascalie italiane
SezioneEmilio Ghione, l’ultimo Apache

Scheda Film

Un’invasione di topi a Bologna.

“Per tutte le vie, sui muri di tutte le case è un continuo vedere topi grigi che attirano l’attenzione e l’occhio del pubblico. Non è però il caso di allarmarsi perché Zà la mort ha trovato modo di renderli assolutamente innocui e inoffensivi. Basta andare al Modernissimo per sincerarsi dell’artistica e magnifica battaglia che ha con loro ingaggiato Emilio Ghione”.

(L’Avvenire d’Italia, 25. 6. 1919)

 

Restauro realizzato da
Grazie al contributo di

PROJECTO LUMIÈRE

Crediti di restauro

Restaurato da Cineteca del Comune di Bologna, Fondazione Cineteca Italiana, Milano e Cinémathèque Royale Belgique con il contributo del Projecto Lumière.

Edizione1997
SezioneA NUOVA LUCE IL CINEMA MUTO ITALIANO

Scheda Film

Da sempre I topi grigi sono uno dei grandi tasselli mancanti del cinema muto italiano. Ora, grazie al negativo nitrato di Milano, alla copia della Cinémathèque Royale Belge e alla lista originale delle didascalie, il sérial è completamente ricostruito.

 “Emilio Ghione riesce a raggiungere con il suo personaggio di Za-la-Mort, nel periodo a cavallo della fine della prima guerra mondiale, un livello ottimale di intensità e originalità interpretativa che lo promuove a unico divo degno di stare accanto (anche se su un gradino appena inferiore) alle grandi sovrane della scena cinematografica, entrate proprio in quegli anni nella fase discendente della loro parabola. E al tempo stesso il suo racconto, pur incanalato nei meccanismi del genere, ha la capacità di sprigionare valori aggiunti di carattere extranarrativo, di aiutarci a guardare oltre la trama, all’originalità e alla forza della definizione del paesaggio e dell’ambientazione italiana ed estera dei vari episodi. ‘C’è più Italia – scriveva Umberto Barbaro in un mitico articolo del 1943, intitolato ‘Neo-realismo’ – in I topi grigi di Emilio Ghione e Kally Sambucini che non negli altri film italiani del periodo’. È vero che il film anche se ambientato in Francia ha una capacità di introdurre e di creare vere e proprie cesure nel meccanismo narrativo aprendo lo sguardo al paesaggio italiano, facendo respirare alla macchina da presa non solo le arie dei locali malfamati, della taverna o dei palazzi nobiliari, ma anche i profumi della campagna e i colori dei tramonti, ma è anche vero che non è solo l’aspetto realistico a colpirci oggi nei Topi grigi. C’è soprattutto una regia di tutto rispetto, capace di sorprendenti soluzioni visive che ci impone di modificare gli stereotipi critici su Ghione regista, e c’è una recitazione che viene fuori alla distanza, dispiega le possibilità espressive dell’attore e conferma l’originalità della sua tecnica di raggiungimento degli effetti drammatici lavorando sulla stilizzazione e sulla sottrazione”. (Gian Piero Brunetta)

 

Copia proveniente da

Crediti di restauro

Restaurato con il contributo del Projecto Lumière e del Mystfest di Cattolica

Edizione1995
Versione del filmDidascalie italiane
SezioneRitrovati e Restaurati