[FILM]
F.: Henrik Jaenzon. Scgf.: Axel Esbensen. Int.: Tora Teje (Irene), Anders de Wahl (Leo Charpentier), Karin Molander (Marthe), Elin Lagergren (madre di Irene), Lars Hanson (Preben Wells), Vilhelm Bryde (barone Felix), Torsten Hammaren (professor Sidonius). Prod.: Svensk Filmindustri. 35mm. L.: 1764 m. D.: 96’ a 16 f/s. Bn, imbibito e virato (da Jan Ledecky). Didascalie svedesi.
Storico delle edizioni
Realizzato al culmine dell’epoca d’oro del cinema muto svedese, Erotikon fu un riuscito tentativo della major Svensk Filmindustri di allontanarsi dagli adattamenti letterari girati in spettacolari esterni naturali a favore di film con un’ambientazione urbana contemporanea. Il regista Mauritz Stiller, che aveva già mostrato un talento per la commedia urbana, in Erotikon raggiunse nuove vette; il film è considerato la prima commedia sofisticata, tanto che Billy Wilder ricordava: “Lubitsch mi ha detto di aver imparato tutto da questo film”. Stiller realizza con ironia ed empatia una commedia degli inganni che si svolge negli ambienti borghesi di Stoccolma, creando personaggi capaci di emozioni profonde quando incontrano l’amore. Al centro di Erotikon c’è la moglie annoiata di un professore corteggiata da altri due uomini. A un certo punto il marito entomologo dichiara che gli insetti che sta studiando preferiscono avere più di un partner, e di fatto i personaggi osservati con il microscopio di Stiller tendono a mostrare la stessa preferenza. Tora Teje, che interpreta la protagonista, era una celebre attrice teatrale. Quando passò al cinema, nel 1919, divenne all’istante la principale star cinematografica svedese. Le riviste del settore le dedicarono molti articoli, corredati di foto in cui posava sontuosamente abbigliata in ambienti sofisticati. Incarnò l’idea di una diva dall’allure internazionale, non dissimile dalla signora elegante che interpretava sul grande schermo. L’altra protagonista femminile, la nipote che concupisce il professore, è interpretata da Karin Molander. Entrambe le attrici ritraggono donne forti che influiscono attivamente sul susseguirsi di eventi. Le didascalie illustrate dalla disegnatrice Alva Lundin commentano in maniera deliziosamente arguta i personaggi e l’azione. È noto che Lundin illustrò le didascalie di molti muti svedesi, ma purtroppo i cartelli originali sono andati il più delle volte perduti. Erotikon s’ispira liberamente alla piece A kék róka (La volpe azzurra) del drammaturgo ungherese Ferenc Herczeg, che era andata in scena a Stoccolma nel 1917 (guarda caso con Tora Teje nel ruolo della nipote del professore). Nel 2020 lo Svenska Filminstitutet ha prodotto due copie 35mm in bianco e nero da un controtipo negativo safety conservato nelle sue collezioni. Le imbibizioni delle nuove copie sono state eseguite dal Národní filmový archiv di Praga e da Jan Ledecký presso il laboratorio Colorspace nella Repubblica Ceca, dove i colori sono stati applicati utilizzando come riferimento i fotogrammi superstiti di un nitrato d’epoca. L’autenticità del processo di imbibizione della pellicola in bianco e nero crea un effetto più fedele alla percezione originale del film, tanto più che l’analisi dei fotogrammi superstiti ha indicato che alcuni dei colori scelti in restauri precedenti erano frutto d’invenzione.
Jon Wengstrom
Restaurato nel 2020 da Svenska Filminstitutet
Stiller aveva già evidenziato un certo talento per le commedie sofisticate di ambientazione urbana nel divertentissimo Kärlek och journalistik (1916), dove giocava con le identità e le apparenze sullo sfondo di un’emergente società moderna, un talento che aveva poi sviluppato nei due film su Thomas Graal (interpretato da Victor Sjöström) che sono seguiti nel 1917 e nel 1918. La sua commedia più famosa è Erotikon, uscita nel novembre del 1920. La sceneggiatura ha molti punti in comune con la commedia A kék róka (La volpe azzurra) dello scrittore ungherese Ferenc Herczeg, presentata per la prima volta nel 1917 e molto apprezzata nei teatri di Stoccolma. Il film di Stiller, ritenuto fonte di ispirazione per molti registi di commedie sofisticate con risvolti erotici, compreso Lubitsch, racconta la storia della moglie di un giovane professore che viene corteggiata da diversi uomini. Il professore di entomologia a un certo punto dice che gli insetti che sta studiando al microscopio preferiscono avere più di un partner e lo stesso succede ai personaggi del film, analizzati dal microscopio di Stiller.
La modernità della pellicola non si limita all’argomento e al modo in cui viene trattato, ma consiste in ultima analisi nell’essere un film sulla visione, sulla percezione e sull’imperfezione dell’occhio umano, come nota Jan Holmberg nell’antologia Moderna motiv – Mauritz Stiller i retrospektiv (2001). Holmberg osserva come il film sia pieno di strumenti ottici (microscopi, lenti d’ingrandimento, binocoli, ecc. ) e come lo stesso mezzo cinematografico sia in grado di rappresentare gli oggetti fin nei minimi particolari, ma anche con ampie panoramiche e riprese aeree.
Una componente rilevante dello stile e dell’umorismo autoriflessivo di Erotikon sta nelle divertentissime didascalie curate da Alva Lundin.
Jon Wengström, Cinemateket–Svenska Filminstitutet
Copia stampata nel 2005 a partire da un duplicato negativo stampato da una copia nitrato. I colori sono stati ricostruiti con il metodo Desmet