[FILM]

ENAMORADA

Cast and Credits

Scen.: Emilio Fernández, Íñigo de Martino. F.: Gabriel Figueroa. M.: Gloria Schoemann. Scgf.: Manuel Fontanals. Mus.: Eduardo Hernández Moncada. Int.: María Félix (Beatriz Peñafiel), Pedro Armendáriz (José Juan Reyes), Fernando Fernández (padre Rafael Sierra), Eduardo Arozamena (il sindaco Joaquin Gómez), Miguel Inclán (capitano Bocanegra), Manuel Dónde (Fidel Bernal), José Morcillo (Carlos Peñafiel), Eugenio Rossi (Eduardo Roberts), Norma Hill (Rosa de Bernal), Juan García (capitano Quiñones). Prod.: Benito Alazraki per Panamerican Films S.A.. DCP. D.: 99’. Bn.

Storico delle edizioni

Scheda Film

“Il cinema messicano sono io!”: a Emilio Fernández piaceva rispondere così a chi gli chiedeva dello stato del cinema nel suo paese. Si racconta che quando un critico osò contraddire quest’affermazione pretenziosa, il regista gli puntò contro una pistola.
Forse è un racconto apocrifo, ma del resto Fernández tendeva ad abbracciare la filosofia ‘print the legend’, anche se la sua vita era già abbastanza interessante da non richiedere ulteriori abbellimenti. Dopo aver ucciso un uomo da giovane e aver partecipato alla rivolta, stroncata, contro il presidente Obregón, nel 1924 Fernández finì in carcere a scontare una condanna ventennale. Presto evase e scappò in America, approdò a Los Angeles e scoprì il cinema. […]
Enamorada si ispira alla Bisbetica domata di Shakespeare, con la ricca e antirivoluzionaria Beatriz nel ruolo di una bisbetica particolarmente indomabile: ci viene presentata mentre brandisce una pistola, pronta a difendersi da qualunque uomo osi avvicinarsi.
[…] L’influenza esercitata da Toland su Figueroa e l’immersione formativa del giovane Fernández nella patria del cinema americano sembrano contribuire alla lucente estetica hollywoodiana che percorre Enamorada. Il rapporto turbolento tra i due protagonisti ha gli alti e i bassi di una screwball comedy (anche se Rosalind Russell non tentò mai di far fuori Cary Grant), mentre le scene più tenere sono girate con l’intimità e l’estatica bellezza di una storia d’amore di Frank Borzage. […]
Grazie al successo delle loro collaborazioni negli anni Quaranta, a Fernández e Figueroa viene riconosciuto il merito cruciale di aver reso visibile il cinema messicano, e le autorità considerarono Enamorada un film importante che contribuì a fissare l’identità post-rivoluzionaria del paese. La narrazione fa lentamente avvicinare, con la mediazione della chiesa, due persone ferocemente indipendenti e politicamente contrapposte e il momento culminante del film si rivela veramente emozionante.

Philip Concannon, Enamorada, “Sight & Sound”, n. 11, novembre 2015

Copia proveniente da

Crediti di restauro

Restaurato in 4K nel 2018 da UCLA Film & Television Archive e The Film Foundation’s World Cinema Project in collaborazione con Fundacion Televisa AC e Filmoteca de la UNAM e con il sostegno di Material World Charitable Foundation presso il laboratorio Roundabout Entertainment e Audio Mechanics a partire da due elementi conservati presso la Filmoteca de la UNAM: i negativi originali 35mm nitrato depositati da Televisa e un 35mm nitrato

Edizione2018
Versione del filmVersione spagnola con sottotitoli inglesi
SezioneRitrovati e Restaurati
Proiezioni
23 GIUGNO 2018[21:45]
Piazza Maggiore

Scheda Film

“Se Enamorada fosse un album di fotografie, come ci piacereb­be sfogliarlo e ringraziare il suo autore, Gabriel Figueroa, che, come in Maria Candelaria, dispensa con prodigalità le più belle immagini del mondo! Nel cinema messicano il bianco e nero si è mostrato di una prodigiosa efficacia, e, nell’ambito di alcune sue produzioni (…), l’abbiamo visto magnificato in immagini di grande ricchezza pittorica, ombre e nitore dei volti e dei paesaggi come fissati dalla singolare luce di questo Paese. Ma Enamorada non è un album di fotografie, è un film. E spesso questa bellezza formale e il contenuto dell’opera non coincido­no. I numerosi elementi che la compongono vi coesistono, ma raggiungono raramente l’unità. (…) Sembrerebbe che con Ena­morada, il regista Emilio Fernandez abbia voluto sfruttare di nuovo la vena che l’aveva così felicemente ispirato la prima volta e raccontarci ancora una storia d’amore. E certo, il racconto è spesso appassionante, talvolta emozionante. Ma non è più la semplice e banale (…) storia di Maria. Vi si aggiunge qui un con­flitto di classi, e, per animarlo, l’autore ha scelto nella tradizio­ne del genere i personaggi più convenzionali: un generale di ribelli plebeo (Pedro Armendariz), innamorato di una giovane aristocratica (Maria Felix), sdegnosa, va da sé, e ostile a questo amore che ispira. Come si risolverà il conflitto? (…) Maria Felix sarà vinta dai sentimenti dell’insorto (e l’influenza di un prete dal volto estatico non sarà estranea a questa virata), e lo seguirà nella sua disfatta, dopo che egli ha rifiutato lo scontro con le truppe regolari. Perché se l’amore è vincitore, la rivoluzione è vinta. (…) Pedro Armendariz, che abbiamo visto fare letteral­mente corpo con il suo personaggio in Maria Candelaria (…), sembra qui un po’ galleggiare in un ruolo che non è tagliato su misura. E ci sorprende, mentre la sua apparenza suggerisce la passività, vederlo talvolta violento, e, mentre lo si immagina poco loquace, udirlo esprimere il suo amore in uno stile che fa pensare al Cantico dei Cantici. Ma se la sua semplice umanità rimane così costante attraverso tutti quei gorghi passionali, è ad essa che si deve l’emozione che ci procura. Maria Felix è molto bella. Quanto alle immagini (…) bisogna terminare parlan­done e ricordare soprattutto la scena della serenata notturna di Pedro sotto le finestre di Maria, una serie di “quadri” ammirevo­li che trovano la loro profondità e il loro prolungamento in un canto di una straziante purezza”.

José Zendel, Amours mexicaines et révolution; d’admirables photos, mais…, “L’Écran frangais”, Paris, n. 151, 18 maggio 1948

Copia proveniente da

Crediti di restauro

Per Concessione Di Televisa

Restauro Eseguito In Occasione Del Centenario Di Gabriel Figue­roa

Edizione2007
Versione del filmVersione spagnola con sottotitoli inglesi
SezioneL’età d’oro del melodramma