[FILM]
T.l.: Il diario di una donna perduta R.: Georg Wilhelm Pabst. S.: dal romanzo omonimo di Margarethe Böhme. Sc.: Rudolf Leonhardt. F.: Sepp Algeier. Scgf.: Ernö Metzner, Emil Hasler. In.: Louise Brooks (Thymian Henning), Fritz Rasp (Meinert), Joseph Rovensky (il farmacista Henning), André Roanne (il conte Osdorff), Arnold Korff (il conte Osdorff padre), Edith Meinhard (Erika), Sybille Schmitz (Elisabeth), Andrews Engelmann (il direttore del riformatorio), Valeska Gert (sua moglie), Vera Pawlowa (la zia Frida), Franzisca Kinz (Meta), Siegfried Arno, Kurt Gerron. P.: Hom-Film, Berlino. D.: 90’.
La presente edizione si basa principalmente sulle uniche tre copie positive d’epoca sopravvissute, tutte incomplete: una copia conservata dalla Cinémathèque Française, con didascalie franco-tedesche; una copia conservata dalla Cinémathèque Royale Belge con didascalie franco-fiamminghe; una copia ritrovata presso l’ Archivo Nacional de la Imagen – Sodre di Montevideo, ottenuta montando diverse copie positive di varia provenienza, con didascalie spagnole e con alcune didascalie flash originali tedesche, e contenente quattro delle cinque scene che risultano essere state tagliate dalla censura tedesca.
La copia belga e la copia francese provengono da due negativi diversi, mentre la copia uruguayana è montata in gran parte con scene stampate dallo stesso negativo della copia francese, ma contiene anche scene provenienti da negativi diversi. Visto lo stato delle copie, non si è potuto arrivare ad una versione completa utilizzando scene provenienti unicamente da un solo negativo, si è però cercato di mantenere coerenza di materiali all’interno delle varie scene, laddove possibile.
Il testo delle didascalie è stato stabilito sulla base delle didascalie franco-tedesche della copia parigina, testo che si è rivelato identico a quello delle didascalie originali “flash” contenute nella copia uruguayana. In un solo caso – la scena del risveglio di Thymian nella casa di appuntamenti, mancante nelle altre copie – si è dovuti ricorrere alle diascalie franco-fiamminghe della copia belga, il cui testo è manifestamente difforme da quello originale. Gli inserti sono tutti originali, tranne tre, il cui testo è stato ricostruito sulla base di indizi contenuti nelle immagini sopravvissute.
“Due aspetti colpiscono nella bobina recentemente recuperata a Montevideo del Tagebuch einer Verlorenen di Pabst, che in precedenza non erano – o non erano ancora – chiaramente evidenti: la continua presenza visiva del denaro in forma di banconote e la comicità, garantita già dalla sola apparizione di Siegfried Arno. Finora il suo nome compariva solamente nello staff del film; finalmente siamo venuti a conoscenza del piccolo film nel film che lui interpreta. Nucleo di questo episodio è la comicità che si genera dalla relazione tra denaro e appagamento sessuale – per dirla con Henri Bergson: la relazione tra un atto meccanico, la spesa di denaro gestito dal capitale, ed un atto vivo, vitale, lo spendersi sessualmente. In questo senso l’episodio ritrovato sembra essere il pendant comico della tragedia nella Freudlose Gasse. La recente ricostruzione di questo film illumina a sua volta sull’associazione tra capitale e sessualità: la casa di piacere della Signora Greiner raccoglie le ragazze che la potenza del capitale ha espulso dalla società, che sono finite nella “via senza gioia”, per farne una società ad uso dei capitalisti. Il capitale che produce divide, ma il capitale che consuma riunisce. Mentre nella Freudlose Gasse l’unione di denaro e sessualità conduce alla catastrofe – la fine della famiglia nella casa di piacere in fiamme – nel Tagebuch dà luogo alla risata”.
Heide Schlüpmann, Cinegrafie, n. 10, 1997