[FILM]
Sog.: Jules Furthman. Scen.: Jules Furthman, S.K. Lauren. F.: Bert Glennon. M.: Josef von Sternberg. Scgf.: Wiard Ihnen. Mus.: W. Franke Harling, John Leipold, Paul Marquardt, Oscar Potoker. Int.: Marlene Dietrich (Helen Faraday/Helen Jones), Herbert Marshall (Edward Faraday), Cary Grant (Nick Townsend), Dickie Moore (Johnny Faraday), Gene Morgan (Ben Smith), Rita La Roy (‘Taxi Belle’ Hooper), Robert Emmett O’Connor (Dan O’Connor), Sidney Toler (detective Wilson), Morgan Wallace (dottor Pierce). Prod.: Josef von Sternberg per Paramount Pictures Corporation Inc. DCP. Bn.
Storico delle edizioni
Il regista Josef von Sternberg mostra Marlene Dietrich ancora una volta come femme fatale nell’ambiente dei locali notturni, ma anche come moglie e madre premurosa. La cantante tedesca di cabaret Helen Faraday torna alla sua vecchia professione per pagare le cure del marito americano malato (Herbert Marshall). Il milionario e playboy Nick Townsend (Cary Grant) assiste alla sua esibizione e se ne innamora. Helen diventa la sua amante e riesce così a garantire le cure mediche al marito. Ma i suoi problemi sono risolti solo in apparenza.
Il film mostra Dietrich vestita da uomo con smoking bianco e cappello a cilindro ed è intermezzato da spettacolari esibizioni di canto e danza – alcune delle quali oggi appaiono razziste, come il numero Hot Voodoo in cui Dietrich, circondata da stereotipati ballerini africani, si toglie il costume da gorilla trasformandosi in una bellezza bianca.
La sceneggiatura venne modificata più volte durante le riprese, dal momento che conteneva allusioni alla disperata situazione economica di molte famiglie durante la Depressione e il regista von Sternberg entrò in conflitto con la Paramount. In America il film ricevette molte critiche, mentre fu celebrato all’estero. Il 19 novembre 1932 Manfred Georg scrisse sul giornale “Tempo” a proposito dell’interpretazione di Dietrich: “Attraversa il film come madre, amante, moglie, prostituta, e tuttavia questi non sono ruoli distinti ma sempre e solo la stessa donna che riunisce in sé tutte le possibilità; è solo che la vita la illumina ora in un modo, ora in un altro. La grande verità dell’eterna mutevolezza delle donne ha un meraviglioso, visibile esempio in Marlene Dietrich – è questo il segreto del suo grande fascino, confermato ancora una volta stasera”.
Peter Mänz
Crediti di restauro
Per concessione di Park Circus
Sternberg unisce in modo brillante concezione visiva e sonora, dirigendo i propri attori attraverso cambiamenti estremi di ambientazione. Questo senso cinematografico della composizione contribuisce a sviare l’attenzione da una storia che sfida la moralità, quella di una donna che salva il marito che ama vendendosi a un uomo di cui pure si innamora, senza mai negare di amare entrambi. È la storia di una “donna innamorata”, di una madre-coraggio in fuga, perché la Dietrich deve fuggire per impedire al marito vendicativo di portarle via il figlio. Al tempo stesso è anche essenzialmente la storia di un’ascesa sociale, quella che per pura forza di volontà riporta Helen Faraday dalle ceneri del successo alla fama internazionale – con il suo nome che illumina il cielo di Parigi – e offre un motivo per ritrovare la Dietrich, con i suoi magnifici costumi, che si esibisce per noi ancora una volta. Il suo politicamente scorretto hot voodoo è indimenticabile. In quanti modi Sternberg riesce a mutare l’atmosfera del film, spostandosi avanti e indietro tra l’Europa e l’America, arrivando perfino nel profondo sud, e nello stesso tempo a ritrarre un sex symbol il cui vero amore, che le ha spezzato il cuore, è quello per il figlioletto?