[FILM]

Anni difficili

Cast and Credits

Sog.: da Il vecchio con gli stivali di Vitaliano Brancati; Scen.: Vitaliano Brancati, Luigi Zampa, Sergio Amidei, Enrico Fulchignoni, Franco Evangelisti; F.: Carlo Montuori; Mo.: Eraldo da Roma; Mu.: Franco Casavola, Nino Rota; Scgf.: Ivo Battelli; Co.: Giuliana Bagno; Int.: Umberto Spadaro (Aldo Piscitello), Massimo Girotti (Giovanni), Ave Ninchi (Rosina), Enzo Biliotti (il barone), Giovanni Grasso, Aldo Silvani (il farmacista), Odette Bedogni [Delia Scala] (Elena), Olinto Cristina, Loris Gizzi (il ministro fascista), Ernesto Almirante (nonno), Carletto Esposito (Riccardo), Milly Vitale (Maria), Raniero De Cenzo, Ermanno Randi, Bruno e Vittorio Di Stefano, Gabriele Tinti, Natale Cirino, Giuseppe Nicolosi, Agostino Salvietti; Prod.: Domenico Farzari per la Briguglio Film; Pri. pro.: 9 settembre 1948 35mm. D.: 113’. Bn. 

Storico delle edizioni

Scheda Film

“Ridere dei propri difetti è la migliore virtù dei popoli civili”, dichiara il cartello iniziale. Ma nel 1948 non tutti erano disposti a ridere civilmente. Il primo incontro tra Zampa e Brancati adatta un racconto dello scrittore catanese e racconta la parabola paradossale di un pover’uomo (Spadaro), prima costretto a prendere la tessera del fascio, e poi perseguitato da chi fascista lo era stato veramente, ma nell’Italia repubblicana è rimasto al potere. È la prima volta, nel dopoguerra, che si parla di “trasformismo, malcostume dilagante a tutti i livelli del sociale, impossibilità di vivere, per l’uomo comune, attenendosi a regole di onestà” (Brunetta). Lo spirito di Zampa e Brancati è laico, disincantato, amaramente ironico. Forse la commedia all’italiana nasce qui. All’inizio i censori non si prendono responsabilità (“La Commissione, poiché il contenuto del film è apparso offensivo per il popolo italiano, non ha ritenutodi pronunziarsi in merito”). Il film viene sbloccato da Andreotti in persona, sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega allo Spettacolo (Brancati malignerà sui motivi di un gesto tanto illuminato). Ma poi ci sono interpellanze alla Camera perché venga distrutto un film “considerato una vergogna nazionale” (Zampa).E a sinistra non va meglio: Ugo Casiraghi su “l’Unità”, si indigna, scrive che Zampa equipara fascismo e antifascismo. Italo Calvino ne tenta la difesa dalle colonne dell’”Unità” milanese: l’articolo non uscirà mai. Oggi, grazie anche a studiosi come Tatti Sanguineti e Goffredo Fofi, al film è stato riconosciuto finalmente il suo valore.

Copia proveniente da

Crediti di restauro

Restauro nel 2008 dal laboratorio L’Immagine Ritrovata, a partire da una copia positiva d’epoca in nitrato, conservata alla Fondazione Cineteca Italiana di Milano e da un controtipo safety conservato al British Film Institute di Londra. Per il restauro digitale dell’audio è stata utilizzata, oltre alla copia di Milano, anche una copia positiva safety conservata alla Cineteca Svizzera di Losanna.

Edizione2011
Versione del filmVersione italiana
SezioneRIDERE CIVILMENTE. IL CINEMA DI LUIGI ZAMPA

Scheda Film

Il vecchio con gli stivali apparve nel 1944 nella rivista “Aretusa”, mentre il Nord era
ancora sotto i tedeschi e i capi del neofascismo, che avrebbero trovato la morte nell’estate del 1945, erano ancora vivi. Nella sceneggiatura il racconto si è arricchito di personaggi ed episodi; attraverso un figlio, che è richiamato alle armi in tutte le occasioni e muore nel ‘43 in vista della propria casa, è intervenuto un motivo quasi tragico. La figlia di Piscitello è diventata una dannunziana sul modello della ragazza di un altro mio racconto, Singolare avventura di Francesco Maria. Nello stesso
tempo la commedia del costume, nella quale principalmente consiste la storia dei vent’anni, almeno secondo me, è diventata più pittoresca. Nella riduzione cinematografica, ho lavorato assiduamente insieme a quello sceneggiatore straordinario che è Sergio Amidei. Zampa ha avuto molte fortune, se fortune si possono chiamare le occasioni procurate dal proprio ingegno: un attore principale di gran forza, Umberto Spadaro le cui migliori qualità erano rimaste sconosciute fino ad ora e una bella città, Modica, oltre a un infinito numero di altri attori, fra cui Girotti, la Ninchi, Giovanni Grasso, e molti privati cittadini trasformatisi ottimamente in federali, ispettori, spie ecc. Ma, come ripeto, la sua fortuna principale è quella che sempre l’accompagna, cioè la sua stessa genialità. Io spero che la commedia del costume non sia presa come un’accusa agli Italiani, ma piuttosto come una confessione comune, perché anch’io a quella commedia partecipai… Ridere dei propri difetti è la migliore virtù dei popoli civili; anzi, dirò di più: il segno più chiaro della civiltà di un popolo è il fatto che esso non lascia agli altri la prerogativa di mettere a nudo i suoi difetti. Nessuno è in grado di ridere di una persona o di un popolo che sa ridere di sé. Quando il fascismo voleva accusare l’Inghilterra, non trovava di meglio che citare le accuse degli stessi scrittori inglesi: e non s’accorgeva che, citando quegli scrittori, metteva in rilievo, più che i difetti censurati, la lealtà, il coraggio di censurare se stessi. Così l’arma, adoperata dallo straniero, si rivolge contro chi l’adopera.

Vitaliano Brancati, Almanacco del cinema italiano, 1948

Copia proveniente da

Restauro realizzato da

Crediti di restauro

Il restauro è stato effettuato nel 2008 dal laboratorio L’Immagine Ritrovata della Cineteca di Bologna, a partire da una copia positiva d’epoca in nitrato, conservata alla Fondazione Cineteca Italiana di Milano e da un controtipo safety conservato all British Film Institute di Londra. Per il restauro digitale dell’audio è stata utilizzata, oltre alla copia di Milano, anche una copia positiva safety conservata alla Cineteca Svizzera di Losanna

Edizione2009
Versione del filmVersione italiana
SezioneRitrovati e Restaurati