Scheda Film
Quest’opera, una delle più famose del suo autore, si compone di due parti che si svolgono entrambe in luoghi chiusi. Nel primo ambiente, la banca in cui lavora, Keaton è artefice e poi vittima di un incollamento generalizzato dello spazio. La stanza finisce per assomigliare a una gigantesca carta moschicida sulla quale i personaggi, incollati al pavimento e tra loro, gesticolano in pose pateticamente comiche da annegati. Successivamente Keaton, a causa dei suoi pasticci, viene cacciato dal direttore e si rifugia in una casa stregata nella quale si nascondono anche i banditi, che ne azionano i meccanismi segreti, nonché un attore teatrale travestito da Mefistofele e inseguito dagli spettatori incolleriti. Questa volta la situazione è rovesciata. Keaton cade vittima della trappola prima di capirla, e dunque prima di poterla neutralizzare. […] Da uno spazio all’altro, da una stanza all’altra, arricchito da un’esperienza sempre assimilata, passa quindi dall’impotenza alla lucidità cogliendo semplicemente il gioco delle apparenze. Mai identico a se stesso dall’inizio alla fine dei suoi film, Keaton nega ogni definizione statica dell’uomo. Vivere per lui è cambiare, e cambiare significa imparare a vivere.
Jean-André Fieschi, “Cahiers du cinéma”, n. 130, 1962