Scheda Film
Brividi ed emozioni forti mescolati alla comicità sono un elemento ricorrente del cinema sin dalle sue origini e anche prima, quando i giocattoli ottici e gli spettacoli di lanterna magica utilizzavano spettri e apparizioni per sorprendere e divertire il pubblico. Il primo a impiegare in modo sistematico un immaginario macabro a fini comici nel cinema fu il pioniere francese Georges Méliès. Pur essendo essenzialmente comici, i cortometraggi di Méliès erano grotteschi, truculenti e sempre surreali. Ben presto storie gotiche come Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde furono adattate per il cinema e spesso seguite da parodie che aggiungevano risate ai brividi: la versione più divertente fu il cortometraggio Dr. Pyckle and Mr. Pride (1925) di Stan Laurel. Alla metà degli anni Venti Hollywood abbracciò la commedia horror quando divennero di gran moda i film ambientati in vecchie e lugubri dimore teatro di misteriosi avvenimenti, con tanto di pannelli segreti e passaggi nascosti, luci che si accendevano e spegnevano da sole, artigli che spuntavano dalle pareti e, naturalmente, omicidi. Successi come The Bat (1926) e Il castello degli spettri (1927) spalancarono le porte a un’ondata di produzioni cinematografiche. The Gorilla debuttò a Broadway nel 1925. Il drammaturgo Ralph Spence aggiunse agli ingredienti classici della vecchia casa maledetta un paio di detective comici in stile vaudeville, e il film alzò la posta grazie alla raffinata e suggestiva fotografia di Arthur Edeson e alla regia di Alfred Santell. The Gorilla ebbe due remake sonori: uno del 1930, con i comici Joe Frisco e Harry Gribbon nei panni del duo di detective, trasformato poi in trio nella versione del 1939 con i Ritz Brothers. Il connubio di risate e brividi ha continuato a riscuotere successo al botteghino. Tra gli esempi più recenti si annoverano La piccola bottega degli orrori (The Little Shop of Horrors, 1960) e Men in Black (1997). Purtroppo, le possibilità offerte oggi dagli effetti speciali hanno privato i thriller moderni di buona parte della loro atmosfera. Con la CGI in grado di creare tutto ciò che si può immaginare, l’uso suggestivo della macchina da presa, l’ironia sottile e il puro divertimento di un film come The Gorilla sono diventati obsoleti.
Steve Massa