PROIEZIONE

STELLA DALLAS

STELLA DALLAS

In questa proiezione

STELLA DALLAS

Cast and Credits

Sog.: dal romanzo omonimo (1923) di Olive Higgins Prouty. Scen.: Sarah Y. Mason, Victor Heerman. F.: Rudolph Maté. M.: Sherman Todd. Scgf.: Richard Day. Mus.: Alfred Newman. Int.: Barbara Stanwyck (Stella Martin Dallas), John Boles (Stephen Dallas), Anne Shirley (Laurel Dallas), Barbara O’Neil (Helen Morrison Dallas), Alan Hale (Ed Munn), Marjorie Main (Mrs. Martin), Tim Holt (Richard Grosvenor, III), George Walcott (Charlie Martin). Prod.: Samuel Goldwyn e Merritt Hulburd per Howard Productions, Inc. 35mm. D.: 106’. Bn.

Scheda Film

Gli amici l’avevano avvertita: se accetti di interpretare quell’imbarazzante madre votata al sacrificio, d’ora in poi ti toccheranno solo parti di madre. Mai nella vita! Eppure è quello che era successo a Belle Bennett, che nel 1925 era stata Stella Dallas nella versione muta del romanzo di Olive Higgins Prouty. Ma Bennett era la classica figura di madre trasandata e corpulenta, quel che l’agile e snella Stanwyck non avrebbe mai potuto essere. Sotto la vigorosa regia di King Vidor, Barbara conduce Stella su un piano dove non è più soltanto la Donna qualunque, ma una creatura in ogni senso eccessiva, capace di spezzarci il cuore come di irritarci oltre il sopportabile. Ambiziosa ragazza di provincia, Stella prende all’amo Stephen Dallas, rampollo di buona famiglia, entrando con una scusa nel suo ufficio; una scena squisita, dove lei simula una voce dolce e suadente, limpida come il bicchiere che lui sta simbolicamente lustrando. Non voglio essere come me, gli dice al primo appuntamento, chiedendogli di insegnarle la finezza dei modi. Le lezioni si dimostrano purtroppo vane e, non appena sposata, Stella torna a essere lo spirito libero e sguaiato di sempre, insieme al fedele e chiassoso amico Ed. La sua sola grande virtù è naturalmente l’amore per la figlia Laurel, per la quale è pronta ad annullarsi. Stella dà scandalo all’intera città (quella terribile festa di compleanno a cui nessuno si presenta!) e poi al country club, perno sociale della nuova vita di Stephen (e potenzialmente di Laurel). È come se Laurel, col suo senso di responsabilità, diventasse lei la madre, con Stella nel ruolo della bambina inopportuna. Eppure chi può resistere alla scena finale in cui, gli occhi pieni di lacrime, guarda oltre la finestra del club il matrimonio della figlia, e poi se ne va? Un’interpretazione sovversiva di questo ritratto sacrificale: potrebbe questo eccesso d’amore materno nascondere il proprio opposto, essere una compensazione al fatto di non desiderare in realtà dei figli? Dopo tutto, molte grandi attrici non sono state grandi madri, e qualcosa di quell’avversione a un destino biologico può aver nutrito Stella Dallas.

Molly Haskell

Copia proveniente da
Per concessione di

Hai già l’accredito?

Non sei accreditata/o?