PROIEZIONE

POISON

POISON

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POISON

Cast and Credits

Sog.: dai romanzi Notre Dame des Fleurs (1943), Il miracolo della rosa (1946) e Diario del ladro (1949) di Jean Genet. Scen.: Todd Haynes. F.: Maryse Alberti. M.: Todd Haynes, James Lyons. Scgf.: Sarah Stollman, Chas Plummer. Mus.: James Bennett. Int.: Edith Meeks (Felicia Beacon), Scott Renderer (John Broom), Larry Maxwell (dottor Graves), Susan Gayle Norman (Nancy Olsen), James Lyons (Jack Bolton), Millie White (Millie Sklar), Buck Smith (Gregory Lazar), Rob LaBelle (Jay Wete). Prod.: Christine Vachon per Bronze Eye Productions DCP. D.: 85’. Col.

Scheda Film

Il primo lungometraggio di Todd Haynes è degno di nota tanto per la forma quanto per il contenuto. L’attenzione alla forma è del resto una costante nell’opera del regista. […]. Ciò che colpisce in modo particolare in Poison è il modo in cui la forma si lega al contenuto; il modo in cui il contenuto – la vita e l’opera dello scrittore, criminale e omosessuale francese Jean Genet – si rivela attraverso le fratture del testo, le discontinuità, le deformazioni della forma cinematografica. […] Poison è composto da tre linee narrative. […] Ciascuna di esse è presentata in una diversa declinazione di genere o di stile: girato in un bianco e nero ad alto contrasto con un uso abbondante di angolazioni oblique e con interpretazioni in sintonia con la scenografia, Horror richiama i thriller di serie B degli anni Cinquanta (e, come molti di essi, presenta una certa carica allegorica, in questo caso come narrazione allusiva dell’epidemia di AIDS); Hero, con la sua illuminazione uniforme, le interviste frontali e le ricostruzioni fittizie, assume l’aspetto di programmi televisivi d’inchiesta come Unsolved Mysteries; Homo, girato in parte in teatri di posa, ha la sontuosità e la pienezza ormai guasta del melodramma hollywoodiano dai toni sensazionalistici (Un chant d’amour rifatto da Universal Pictures e Douglas Sirk). Invece di raccontare queste storie in forma antologica – una dopo l’altra – Haynes le intreccia, facendole fluire dentro e fuori l’una dall’altra. Con il procedere del film, ciascuna narrazione, pur senza rinunciare ai propri tratti di genere specifici, comincia a perdere la propria autosufficienza, a sconfinare nel testo che le è accanto; le linee di separazione tra una storia e l’altra, tra un genere e l’altro, diventano permeabili. […] In diverse interviste, Haynes ha messo in relazione la struttura di Poison sia con i suoi precedenti esperimenti formali, sia con i romanzi di Genet, “il modo in cui mette costantemente in parallelo storie diverse. […] L’attrazione del montaggio per un autore come Jean Genet risiede proprio nella sua capacità di creare ‘movimenti’ alternativi a quelli imposti da una struttura narrativa convenzionale fondata su un’organizzazione razionale degli eventi”. Il montaggio sfida il lettore a concepire nuove forme di identità, nuovi modi di stabilire o pensare la relazione.

Sam Ishii-Gonzales, To Appear, to Disappear: Jean Genet and Poison, in The Cinema of Todd Haynes. All That Heaven Allows, a cura di James Morrison, Wallflower, Londra 2007

Restauro in 4K realizzato da

Crediti di restauro

Restaurato in 4K nel 2026 da Studio TF1 presso il laboratorio Éclair Classics – L’Image Retrouvée, a partire dal negativo immagine originale 16mm e dal negativo suono 16mm. Con il sostegno di Chanel

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