PROIEZIONE

PAKEEZAH

PAKEEZAH

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PAKEEZAH

Cast and Credits

T. int.: The Pure One. Scen.: Karan Amrohi. F.: Josef Wirsching. M.: D.N. Pai. Scgf.: N.B. Kulkarni, D. S. Malwankar. Mus.: Ghulam Mohammed. Int.: Ashok Kumar (Shahabuddin), Meena Kumari (Nargis, Sahibjaan), Raaj Kumar (Salim Ahmed Khan), Veena (Nawabjaan), D.K. Sapru (Hakim Saab), Kamal Kapoor (Nawab Zafar Ali Khan), Nadira (Gauhar Jaan), Vijay Laxmi (Rashidan). Prod.: Karan Amrohi per Mahal Pictures e Sangeeta Enterprises. DCP. D.: 153’. Col.

Scheda Film

Pakeezah è impresso nella mia memoria fin dall’infanzia, da quando lo vidi per la prima volta con mia nonna in una sala buia a Dumraon, Bihar. Ricordo ancora lo stupore provato davanti alla luminosa Meena Kumari, alle inquadrature pittoriche e sature di colore, alla musica di Ghulam Mohammed, alle canzoni immortali interpretate da Lata Mangeshkar e ai dialoghi in urdu di Kamal Amrohi, che ci immergevano nel mondo raffinato dei nawab di Lucknow. Kamal Amrohi fu tra i registi che plasmarono il cinema indiano attraverso un universo visivo spettacolare e la forza lirica dell’urdu. Pakeezah resta uno dei film più celebri del genere tawaif, incentrato su cortigiane colte e formate nella musica, nella danza, nella poesia e nelle arti del vivere. Qui la cortigiana non è semplicemente un oggetto del desiderio, ma una figura tragica in bilico tra raffinatezza artistica ed esclusione sociale, in cerca di rispettabilità e accettazione. La realizzazione di Pakeezah è una delle vicende produttive più mitizzate del cinema indiano, inseparabile dal declino di Kumari. Amrohi costruì il film intorno alla figura di sua moglie, allora una stella nascente, e avviò la lavorazione a metà degli anni Cinquanta. Nel 1964, tuttavia, i progressi erano ancora minimi, rallentati dal suo perfezionismo, dalle scenografie elaborate e costose e dal passaggio al colore. Nel frattempo Kumari era diventata una delle principali protagoniste del cinema indiano. Quello stesso anno i due si separarono, e nel corso dei cinque anni successivi la salute dell’attrice peggiorò. Tornò sul set solo nel 1969, debilitata e visibilmente segnata dalla malattia e dall’alcolismo ma determinata a portare a termine il film. Dopo quasi quindici anni di lavorazione, Pakeezah uscì finalmente nel 1972, in un momento in cui il cinema indiano si stava allontanando dallo stile letterario raffinato di impronta urdu e dall’estetica degli studios degli anni Cinquanta e Sessanta per orientarsi verso forme narrative più moderne, urbane e votate all’azione. Kumari morì il 31 marzo 1972, poche settimane dopo l’uscita del film, e Pakeezah divenne un enorme successo al botteghino. Oggi è considerato uno degli ultimi grandi musical classici del cinema indiano: visivamente opulento, emotivamente tragico, sospeso tra cinema e biografia, poiché il declino reale dell’attrice sembra rispecchiare il destino del personaggio che interpreta.

Shivendra Singh Dungarpur

Copia proveniente da

Crediti di restauro

Restaurato in 4K nel 2026 da Film Heritage Foundation in collaborazione con Lionheart Cinema presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata, a partire da un interpositivo 35mm conservato presso Film Heritage Foundation e da una copia intermedia invertibile 35mm messa a disposizione da NFDC – National Film Archive of India. Un ringraziamento speciale a Nasreen Munni Kabir.
Restauro presentato da Tajdar Amrohi e Rukhsaar Amrohi

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