Scheda Film
Questo capolavoro del jidai-geki fu un progetto prestigioso commissionato per celebrare il trentesimo anniversario dell’ingresso della Shochiku nel mondo della produzione cinematografica e, come tale, riunì tre illustri sceneggiatori e una rosa di attori di punta della casa di produzione, insieme a interpreti provenienti dal teatro kabuki e shinpa. I due ruoli principali furono affidati a uno degli attori prediletti di Ito, Tsumasaburo Bando, in quella che si rivelò essere la loro ultima collaborazione prima della morte prematura dell’attore, e a un altro celebre e prolifico attore di jidai-geki, Utaemon Ichikawa (1907-1999), entrambi attivi sin dai tempi del muto. Lo stesso Ito festeggiava trent’anni di carriera: la sua prima sceneggiatura era stata accettata dalla Shochiku nel 1921. Il dramma si concentra sul conflitto tra i cosiddetti hatamoto-yakko (bande di strada composte da samurai e ronin) e i machi-yakko (bande di popolani). Questi gruppi furono i precursori della moderna yakuza, ma Chobei Banzuiin (1622-57), il capo dei machi-yakko ritratto in questo film, era diventato un eroe popolare, cui si attribuiva la difesa degli interessi della gente comune contro i ricchi e i potenti. Ito, tuttavia, mostra uno sguardo non privo di simpatia anche per l’antagonista di Chobei, l’hatamoto Jurozaemon Mizuno, che la tradizione rappresenta solitamente come un cattivo a tutto tondo. Tadao Sato vede nel film “una delle espressioni della reinterpretazione moderna della classe dei samurai a cui Daisuke Ito lavorava da tempo, nonché un esempio della tendenza del cinema in costume postbellico ad assumere una posizione critica nei confronti del feudalesimo. Allo stesso tempo, ciò influenzò chiaramente la scelta di affidare il ruolo a Utaemon Ichikawa, un attore che aveva sempre interpretato l’eroe integerrimo. Una grande star deve sempre essere un eroe; di conseguenza, quando una produzione di prestigio riunisce due grandi star, la narrazione non può essere strutturata come un semplice scontro tra il bene e il male, ma deve essere organizzata come lo scontro inevitabile tra due eroi nobili”.
Alexander Jacoby e Johan Nordström