Scheda Film
Mudar de vida è uno dei film centrali del Cinema Novo portoghese e l’opera in cui Paulo Rocha raggiunge una piena maturità espressiva. Ambientato in un villaggio di pescatori del nord del Portogallo, il film segue il ritorno di Adelino dopo il servizio militare in Africa, mettendo in scena il suo difficile reinserimento in una comunità segnata dalla povertà, dalla durezza del lavoro e da un senso di immobilità sociale. Girato in bianco e nero, il film sembra attraversare il neorealismo per orientarsi verso una forma più rarefatta, in cui il reale è continuamente filtrato da una costruzione visiva inquieta. Rocha imbastisce un racconto in cui il paesaggio, il vento, il mare e i corpi diventano elementi drammaturgici essenziali, dando forma a un cinema al tempo stesso politico e poetico. “Volevo filmare la vita così com’è, ma anche ciò che essa nasconde”, dichiarò il regista, sottolineando la tensione tra realtà e visione che attraversa il film. Al centro non è tanto il ritorno quanto lo scarto che esso produce: Adelino rientra in un mondo che non riconosce più, e la sua vicenda sentimentale diventa il luogo in cui si misura l’impossibilità di riannodare i legami con il passato. Pedro Costa, che ha più volte riconosciuto il debito del proprio cinema nei confronti di Rocha, ha avuto un ruolo determinante anche nel processo di restauro del film, contribuendo a restituirne la forza visiva e la complessità formale nel pieno rispetto delle intenzioni del suo autore. Come ha sottolineato, Mudar de vida è “uno dei film più liberi e più segreti del cinema portoghese”, capace di coniugare rigore formale e intensità emotiva senza compromessi. A sessant’anni dalla sua uscita, il film continua a sprigionare una forza intatta, non tanto come semplice testimonianza di un momento storico, quanto come forma viva che ancora oggi mette in crisi il nostro sguardo sul presente.
Cecilia Cenciarelli