Scheda Film
Questa commedia musicale e un’opera del tutto originale nel panorama cinematografico francese degli anni Trenta, al pari del suo regista, Fedor Ocep, figura cosmopolita attiva tra Russia sovietica, Germania, Francia, Stati Uniti e Canada. A partire da un soggetto convenzionale, Ocep realizza un capolavoro di invenzioni visive e sonore. Sintesi di commedia alla francese, espressionismo tedesco e montaggio rapido russo, Mirages de Paris si configura come un’opera unica. Mentre la maggior parte delle commedie francesi dell’epoca e costituita da adattamenti teatrali di tono convenzionale, Ocep elabora insieme a Victor Trivas un soggetto originale che sovverte i codici del teatro boulevardier. Madeleine Duchanel (Jacqueline Francell), giovane fuggita da un collegio e assetata di avventure e di vita parigina, imprime all’intreccio un andamento sfrenato e imprevedibile, segnato da un gusto per l’assurdo di stampo anglosassone. Di natura ingenua e impulsiva, la ragazza innesca una serie di equivoci e reazioni inattese. Fin dalle prime sequenze, Ocep sorprende e affascina: le giovani del collegio si svegliano con il sole, ma all’apparizione della severa direttrice il cielo si oscura e scoppia un temporale. La musica di Karol Rathaus introduce una nota comica e spiritosa in questa sequenza quasi priva di dialoghi. Il film e ricco d’invenzioni comiche: gli strilloni intonano i titoli dei giornali come un coro greco che commenta l’azione, una statua si anima improvvisamente e apre l’ombrello per ripararsi da un acquazzone. Le sequenze del music-hall richiamano il miglior burlesque, fino alla scena finale in cui, mentre i due giovani protagonisti ormai divenuti vedette si baciano sul palcoscenico, il pubblico li imita, dal parterre fino all’ultimo balcone. Coproduzione tra Pathe-Natan e Terra- Film, il film fu girato simultaneamente in tedesco con il titolo Grosstadtnacht negli studi di Joinville. Le scenografie monumentali – dalle strade malfamate di Parigi alle quinte di un music-hall – sono opera del geniale scenografo di origine russa Andre Andrejew in collaborazione con Lucien Aguettand.
Christine Leteux