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MANHUNTER

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MANHUNTER

Cast and Credits

Sog.: dal romanzo Il delitto della terza luna (1981) di Thomas Harris. Scen.: Michael Mann. F.: Dante Spinotti. M.: Dov Hoenig. Scgf.: Mel Bourne, Jack Blackman. Mus.: The Reds, Michel Rubini. Int.: William Petersen (Will Graham), Kim Greist (Molly Graham), Brian Cox (Hannibal Lecktor), Tom Noonan (Francis Dollarhyde), Dennis Farina (Jack Crawford), Joan Allen (Reba McClane), Stephen Lang (Freddy Lounds), David Seaman (Kevin Graham), Benjamin Hendrickson (dottor Chilton). Prod.: Richard Roth. DCP. Col.

Scheda Film

Will Graham non è ancora il profiler come lo conoscerà il cinema degli anni Novanta, e non è nemmeno l’eroe del procedural televisivo che lo stesso William Petersen incarnerà in C.S.I: è un detective febbrile e vulnerabile che sembra comprendere fin troppo bene la sua nemesi, il serial killer (Francis Dollarhyde, detto ‘Drago Rosso’). Manhunter, primo incontro del cinema con Hannibal Lecter – qui è Brian Cox – è il film con cui Michael Mann trasforma il thriller in un labirinto mentale e la caccia all’assassino in un viaggio metafisico e perturbante. Tratto da Il delitto della terza luna di Thomas Harris, il film arriva nel 1986, fra Strade violente e L’ultimo dei Mohicani, e contiene già in forma purissima vari nuclei della poetica manniana: uomini definiti dal proprio lavoro fino all’autodistruzione, professionisti chiusi in codici morali cocciuti, notti urbane illuminate da bagliori al neon, solitudini maschili. Mann filma questo incubo spingendo ancora più in là la sua cifra cromatica: gli interni inquadrati come acquari, l’immersione nel blu, nel verde e nel bianco. Manhunter resta un oggetto anomalo anche nella storia settoriale del cinema sui serial killer. Prima del trionfo di Il silenzio degli innocenti, cioè prima che Lecter diventi icona pop, Mann sposta il centro del discorso sulla fragilità di chi deve combattere la psicosi. Il mostro è una presenza dolente e terrificante. In lui Mann trova il rovescio oscuro dei suoi eroi: osa dire che anche l’assassino ha un vuoto interiore di tipo principalmente ‘malinconico’. La grandezza del film sta forse in questa distanza pericolosa: per vincere il male bisogna avvicinarsi abbastanza da riconoscerne l’umanità, fermandosi un attimo prima di finirci dentro come nelle sabbie mobili. Quando Graham ricostruisce lo sguardo voyeuristico dell’assassino davanti agli home movies, in una sequenza nota almeno quanto quella di In-a-Gadda-Da-Vida degli Iron Butterfly, il cinema stesso entra nell’equazione.

Roy Menarini

Copia proveniente da

Crediti di restauro

Restaurato in 4K nel 2026 da StudioCanal presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata, a partire dal negativo originale camera A/B 35mm e da un interpositivo 35mm. Restauro sonoro effettuato presso il laboratorio Audio Mechanics, a partire dal master suono magnetico 6-tracce 35mm per la creazione di un nuovo mix 5.1. Grading supervisionato da Michael Mann presso il laboratorio Company 3 e finalizzato presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata.

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