Scheda Film
Questo è un altro film perduto, ma si tratta di un caso molto particolare, non solo per il cast di star del cinema tedesco degli anni Venti, ma anche per la presenza di un metatesto cinematografico all’interno del film stesso. Conrad Veidt interpreta uno psichiatra, il dottor Lamare, innamorato della sua paziente, una donna sposata di nome Diane, che sospetta il tradimento del marito. I due appartengono all’alta società tedesca e stanno girando un film amatoriale negli studi dell’UFA da presentare in anteprima per devolverne il ricavato in beneficenza. Viktor, il marito di Diane, consapevole dell’attrazione che lei esercita su Lamare, le suggerisce di farsi ipnotizzare da lui. E qui iniziano le complicazioni. La scena all’UFA permette un’apparizione di Emil Jannings nei panni di sé stesso, in una parodia del suo personaggio in L’ultima risata di Murnau, uscito l’anno precedente: una rarità assoluta. E se consideriamo che Veidt ipnotizza e manipola la volontà della sua vittima (come nel Gabinetto del dottor Caligari), e che la donna ipnotizzata è la stessa attrice di quel film, il risultato è una vera delizia per i cinefili. Scoprire il lato comico di Conrad Veidt è una sorpresa, tantopiù che molti dei suoi film muti sono andati perduti. Le sue espressioni facciali e la sua gestualità nel dare vita all’ossessivo Lamare costituiscono l’aspetto più interessante di questo ritrovamento. Lillian Hall-Davis, che lavorerà con Hitchcock più avanti nel decennio, offre un’interpretazione fresca e vivace nel ruolo dell’amante di Viktor. Lil Dagover, infine, in un ruolo insolito, interpreta la moglie ingannata e vittima delle macchinazioni di Lamare, senza mai rivelare fino in fondo se l’ipnosi dello psichiatra abbia davvero effetto. Si tratta di uno dei primi film realizzati da Lothar Mendes nell’ambito di una carriera iniziata nel 1921 e conclusasi nel 1946, che lo portò a lavorare in Germania, Stati Uniti e Inghilterra, sotto contratto con Paramount Studios e accanto ad Alexander Korda. È un’ottima occasione per ricordare uno dei nomi dimenticati del cinema muto tedesco, un cineasta che conobbe il successo all’estero anche in seguito alle persecuzioni subite in Germania a partire dal 1933. Il film è stato a lungo considerato perduto, fino al ritrovamento in Cile di una copia nitrato in condizioni perfette.
Jaime Córdova