Scheda Film
Lenny segna una svolta rispetto al genere musicale, ma non rispetto alla predilezione di Fosse per i bassifondi del mondo dello spettacolo. Dustin Hoffman interpreta il comico beatnik Lenny Bruce (1925-1966), noto per le sue satire iconoclaste delle ipocrisie razziali, sessuali e religiose. Montato con la stessa compattezza di Cabaret, Lenny è tuttavia più denso: non tanto un resoconto della vita di Bruce quanto un film-saggio sul comico e sull’efche lo conobbero. […] Il film ruota attorno a un intervistatore invisibile, di cui si sente la voce mentre interroga tre persone: la madre di Bruce, Sally Marr (Jan Miner), il suo manager, un personaggio fittizio interpretato da Stanley Beck, e l’ex moglie Honey (Valerie Perrine). Fosse stesso presta la sua voce all’intervistatore e compare, sfocato, ai margini dell’inquadratura, insinuandosi così nella struttura del film – uno dei pochi film girati in bianco e nero dopo il 1966, e l’unico di Fosse, fatta eccezione per alcuni primi segmenti televisivi. Il film alterna tre distinti registri in bianco e nero, resi dal direttore della fotografia Bruce Surtees (figlio di Robert): un alto contrasto molto luminoso per le scene dello spettacolo di Lenny nei locali notturni; una fotografia documentaristica a basso contrasto – che Wheeler Winston Dixon definisce “spenta” – per le interviste; e, per i flashback della vita quotidiana di Lenny, un’estetica noir e melodrammatica tipica di film come Piombo rovente (1957) e Non voglio morire! (1958). Per quanto Cabaret fosse montato in modo magistrale, è con Lenny che Fosse ha imparato che è in sala di montaggio che un film trova il proprio ritmo e impara davvero a ‘danzare’. Con Alan Heim, conosciuto durante la lavorazione di Liza with a Z (1972) e rimasto il suo montatore per il resto della carriera, Fosse costruisce un biopic come un mosaico di montaggio dialettico. Lenny ambisce a essere, come Quarto potere, un’indagine critica e una scomposizione analitica del proprio soggetto.
Dennis Bingham, Escape from Escapism. Bob Fosse and the Hollywood Renaissance, in The Other Hollywood Renaissance, a cura di Dominic Lennard, R. Barton Palmer e Murray Pomerance, Edinburgh University Press, Edimburgo 2020