Scheda Film
Cinque restauri in anteprima, che giocano a nasconderci molte cose. Anche perché sono stati realizzati a partire da copie a vari gradi incomplete. A noi che li guardiamo il compito, come al solito, di colmare le lacune a piacimento. Il gigante del Fenomenale amico di Polidor sembra il frutto di un inganno percettivo. Piomba in casa del vecchio compare mingherlino per mettere in atto una guerra di dime sioni. Lo interpreta Battista Ugo, che assieme al fratello Paolo Antonio aveva fatto furore negli spettacoli fieristici e circensi, tanto da finire al Barnum & Bailey. Il falso conte De Latour lo abbiamo messo tra parentesi quadre perché è un titolo inventato: al momento, niente identificazione. Non siamo gli unici a vederci poco chiaro. C’è un anziano e malfermo nobiluomo in attesa di un’operazione per ritrovare la vista. Per casa sua si aggira un sedicente conte. Forte sospetto che si tratti di un impostore (o di un delatore, visto come si fa chiamare). Evidentemente gli conviene restare nell’ombra: rapisce il medico chirurgo e lo sostituisce con uno dei suoi sgherri, uno da tagli alla Buñuel. La zia di Carlo è una pochade cara al muto italiano per imperscrutabili motivi (la stessa Pasquali ne girerà un remake due anni dopo). Morale del frammento: la bellezza è relativa, all’ardor non si comanda (esatto, come alla fine di A qualcuno piace caldo). Emir cavallo da circo, film di cui si è a lungo favoleggiato, finalmente ci svela i suoi segreti. Il mitizzato ‘d’Ambra touch’ serve qui ad allestire una vivace commedia circense e poliziesca attraversata da intelligenza equina. Se vi siete mai chiesti cosa sognano i cavalli, qua abbiamo lavoro per i veterinari della psicoanalisi. Chiudiamo di corsa con Robinet ha rubato cento lire. Che si apre con un’inquadratura formidabile: Robinet, già con la refurtiva in pugno, fugge per la strada trafficata inquadrato da un tram in movimento. Ma i fantasmi del rimorso (o della fifa) non gli permettono di andare lontano.
Andrea Meneghelli