Scheda Film
“La campagna è tutta la realtà della Spagna”, dichiarò Bardem in un’intervista del 1957 a “Cinema nuovo” per spiegare l’ambientazione e il soggetto del suo nuovo film. Fedele al proprio programma di avvicinamento alle circostanze materiali della società, nel suo primo lungometraggio a colori imbastisce una storia imperniata sul conflitto tra i valori anticomunitari della tradizione rurale e la cultura comunista che propugna l’unione degli sfruttati. Una censura miope e di corto respiro cercò di proteggere la dittatura dal messaggio politico del film obbligando a collocare la trama nel passato pre-franchista. Ma La venganza va molto oltre, parla letteralmente di un altro universo di principi, piega le forme del melodramma fino a trasformarle in un orizzonte di speranza. Non v’è dubbio che il ritratto del gruppo di mietitori che offrono i loro servizi in vaste zone rurali della Castiglia intendeva rappresentare le condizioni di vita e la mentalità di questo concreto spazio sociale, ma aveva anche la capacità di trascenderle, con la potente complicità di interpreti d’eccezione (Carmen Sevilla, in particolare, mostra qui per la prima volta le sue, fino ad allora inespolorate, doti drammatiche). Questa capacità di muoversi dentro e fuori il proprio contesto storico-sociale, non servì solo a mostrare il ridicolo (ma non per questo meno osceno) operato della censura, ma valse anche al film un altrettanto autorevole riconoscimento internazionale, dato che fu la prima (co)produzione spagnola della storia a ottenere una candidatura all’Oscar per il miglior film straniero.
Valeria Camporesi