PROIEZIONE

Komiya Collection: Oriente e occidente – Infine si incontrano!

Komiya Collection: Oriente e occidente – Infine si incontrano!

In questa proiezione

Scheda Film

Questo programma è un viaggio attraverso il tempo e lo spazio, in un’atmosfera di avvolgente esotismo. Il termine esotico, d’origine greca, indica qualcosa ‘che viene dall’esterno’, e questo è esattamente quel che fanno i film di questo programma: descrivono culture e popoli stranieri come oggetti strani, ‘esterni’. L’incontro con l’altro (abbondano “lo Zingaro”, “l’Africano”, “l’Arabo”) segue uno schema eurocentrico: gli eroici protagonisti sono occidentali, i cattivi arrivano dall’oriente o dal sud. Qualche volta il cuore del film è l’avventura o una caccia al tesoro, e allora l’ambientazione esotica sarà solo un sobrio sfondo, come in Der Schatz des Abdar Rahman, ma se c’è un’intenzione politica, il cattivo sarà certo uno straniero. Formula semplice per diffondere un’ideologia razzista, e così funzionale che rimane immutata ancora oggi, nel Ventunesimo secolo.
I film sulle culture straniere non sono tuttavia sempre caratterizzati da una prospettiva ‘orientalista’. C’è anche ammirazione per ciò che altri popoli hanno saputo realizzare, come nelle vedute degli splendidi giardini di Delenda Carthago! Un’ammirazione che per molto tempo ha portato a voler catturare la vita dei popoli stranieri attraverso film, libri e fotografie – talora producendo equivoci culturali e stereotipi idealizzati. Un esempio positivo è la riedizione dell’Odissea italiana del 1911, realizzata nel 1929 dal benshi Komada Kôyo (benshi o eiga setsumeisha, narratore che commentava i film muti). In una nuova cornice, giapponese e contemporanea, una delle narrazioni fondative della letteratura europea viene illustrata da un dotto vicino di casa a un gruppo di bambini affascinati. Il film è un riuscito esempio di coproduzione tra Oriente e Occidente, e anche una magnifica prova dell’amore del pubblico giapponese per i film europei. I due film citati, entrambi incompleti, sono chiusi da due frammenti non-fiction: spettacolari riprese di onde agitate forniscono a L’Odissea il suo finale, mentre un travelogue Éclair sulle antiche mura di Costantinopoli diventa l’epilogo di Delenda Cathago!

Karl Wratschko

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