APPUNTAMENTO

JOSÉPHINE BAKER, DONNA DEL RINASCIMENTO

JOSÉPHINE BAKER, DONNA DEL RINASCIMENTO

Appuntamento

Descrizione appuntamento

Sembrava molto diversa dalla Statua della Libertà, ma che importanza aveva? A cosa serviva avere la statua senza la libertà, senza la possibilità di andare dove si voleva, se si era ostacolati dal colore della propria pelle? No, io preferivo la Torre Eiffel, che non faceva promesse.

Joséphine Baker

 

Accanto alla retrospettiva dedicata a Joséphine Baker, la Lezione di Cinema è un’occasione per riflettere sul suo percorso come membro della Resistenza e attivista antirazzista, nonché sulle problematiche e le sfide sollevate da un programma di questo tipo, specie quando i film non sono del tutto all’altezza. A Parigi, negli anni Venti e Trenta, si sviluppò un importante polo della creatività nera che riuniva studenti afroamericani, africani e caraibici, provenienti in particolare dalla Martinica, dal Senegal e dagli Stati Uniti. Il mondo di Joséphine Baker, quello dei cabaret e dei locali notturni situati in quartieri come Pigalle, era molto distante da quello di Aimé Césaire e dei suoi compagni alla Sorbona. Eppure i due ambienti convergevano nella ricerca di autenticità e nel desiderio di rappresentare le persone di colore con dignità. Dagli anni ruggenti della Revue nègre (1925) alla Marcia su Washington per il lavoro e la libertà (1963), passando per l’impegno nella Resistenza, la straordinaria vita di Joséphine Baker – cantante, danzatrice e attrice – le valse il riconoscimento della nazione francese e l’ingresso al Panthéon. Ripercorreremo le origini della donna che cantava “Mon pays et Paris” e della parigina che aveva “finalmente il volto di una non bianca”, le fonti del suo successo popolare, della sua arte di sovvertire e giocare con i cliché. Qual è la storia di Joséphine Baker, da dove viene e da dove siamo indotti a credere che provenga? Possiamo considerare la sua carriera come un percorso di emancipazione? In che modo i suoi personaggi cinematografici mettono in discussione l’immaginario esotizzante e lo sguardo coloniale dell’epoca? Quale può essere il suo lascito, in Francia come negli Stati Uniti? Rivisitare la carriera sfavillante e controversa di Joséphine Baker permette di contestualizzare, qui e ora, la posta in gioco di un programma di questo tipo, di nominare il razzismo sullo schermo per contribuire alla sua decostruzione e di rintracciare i preconcetti – perché, anche se privi di fondamento nella realtà, nel caso di Baker sono il prodotto di una verità storica e di un lascito coloniale.

Émilie Cauquy