Scheda Film
Nel 1916, tre anni dopo Ma l’amor mio non muore, prima apparizione sullo schermo di Lyda Borelli, il diva film è certamente il genere italiano più prolifico e influente, con una schiera di giovani attrici lanciate da case di produzioni minori o maggiori, e con artiste straniere come Diana Karenne, Fabienne Fabrèges e Elena Makowska che in Italia trovano eccellenti occasioni professionali. È una vera sorpresa tuttavia scoprire quante attrici siano state anche sceneggiatrici e registe. Tutti i film diretti nel 1916 da Bianca Virginia Camagni, Diana Karenne ed Elettra Raggio sono oggi perduti; per nostra fortuna film come Il figlio della guerra, scritto da Camagni, e Signori giurati…, scritto da Fabrèges, sono invece sopravvissuti e piuttosto interessanti.
Nei film di finzione la guerra appare variamente dislocata, lontana nel tempo come in Madame Tallien di Guazzoni, o in primo piano come in Il sopravvissuto di Augusto Genina, un film di propaganda chiaramente rivolto al fronte interno. Nel giugno 1916 il ventiquattrenne Genina riceve fin troppi elogi per la regia di La signorina Ciclone, un divertissement scritto da Lucio D’Ambra, autore molto in voga. Nei tempi di guerra, la commedia ha fortuna. Nel solo 1916 Rodolfi e Gigetta producono quattordici (o forse più) puntate, di durata corta o media, delle loro serie comiche. E se i futuristi nel 1916 avessero realizzato una commedia di prima qualità, invece del loro manifesto, sarebbe qui, in questo programma.
Mariann Lewinsky