PROIEZIONE

HE RAN ALL THE WAY

HE RAN ALL THE WAY

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HE RAN ALL THE WAY

Cast and Credits

Sog.: dal romanzo omonimo (1947) di Sam Ross. Scen.: Hugo Butler, Guy Endore, Dalton Trumbo. F.: James Wong Howe. M.: Francis D. Lyon. Scgf.: Harry Horner. Mus.: Franz Waxman. Int.: John Garfield (Nick Robey), Shelley Winters (Peg Dobbs), Wallace Ford (Fred Dobbs), Selena Royle (Mrs. Dobbs), Gladys George (Mrs. Robey), Norman Lloyd (Al Molin), Bobby Hyatt (Tommy Dobbs), Clancy Cooper (Stan). Prod.: Roberts Pictures, Inc. DCP. D.: 78’. Bn.

Scheda Film

Girato alla fine del 1950, He Ran All the Way, che per venticinque anni sarebbe rimasto l’ultimo film americano di John Berry – e, a suo dire, “il lavoro più riuscito che avessi realizzato fino a quel momento” – presenta evidenti simmetrie con Tutte le spose son belle (From This Day Forward, 1946). L’ambientazione si sposta da New York alla costa occidentale, ma ancora una volta il regista trae gran parte della trama dal contesto sociale dei suoi personaggi della classe operaia. Il clima, pero, era radicalmente cambiato da quando, nel 1947, erano iniziate le udienze della Commissione per le attività antiamericane. Come noir, He Ran All the Way e sensibilmente più cupo di Tensione (Tension, 1949). Fin dalle prime immagini, Nick Robey (John Garfield) appare intrappolato in un incubo da cui non si risveglierà mai: e tormentato, ribelle e già perduto. Dopo alcune scene ambientate in una giornata calda e soleggiata – su un lungomare di Long Beach, in California, e in una piscina pubblica affollata – l’azione si sposta in un appartamento claustrofobico, in cui ogni gesto dei personaggi assume un carattere minaccioso agli occhi degli altri. Nick Robey, un piccolo criminale, irrompe nell’apparente normalità di una famiglia di ceto medio- basso, facendo percepire allo spettatore che quella stessa ‘normalità’ può celare un’inquietudine profonda. Sono pochi i noir – o i film tout court – in cui lo spettatore e cosi costantemente sospeso tra opposte forme di identificazione, in quella che Thom Andersen definisce “una dialettica mutevole di fiducia e diffidenza”. Il protagonista “e un intruso, un criminale, non una vittima innocente, ma ha più cose in comune con i suoi ostaggi di quanto essi possano ammettere”. [Sceneggiato] da due autori inseriti nella lista nera, Hugo Butler e Dalton Trumbo (anche se ufficialmente attribuito a Guy Endore, che fece da prestanome), il film trovo uno strano riflesso nella realtà quando Garfield – che si era rifiutato di ‘fare nomi’ davanti alla Commissione – mori di infarto (attribuito alle pressioni politiche subite) meno di un anno dopo, a trentanove anni.

Bernard Eisenschitz, John Berry: To All Who Lived Through It, in Red and Black: Hollywood Left and the Blacklist, a cura di Ehsan Khoshbakht, Les Editions de l’oeil, di prossima pubblicazione, 2026

Copia proveniente da
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Restauro in 4K realizzato da

Crediti di restauro

Restaurato in 4K nel 2026 da Amazon MGM Studios presso il laboratorio Resillion, a partire dal negativo originale 35mm.

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