PROIEZIONE

Gaston Velle: Pierrot, Bambole e Pantomime

Gaston Velle: Pierrot, Bambole e Pantomime

In questa proiezione

MÉTAMORPHOSES DU PAPILLON

Cast and Credits

Prod.: Pathé 35mm. L.: 30 m. D.: 1’40’’ a 16 f/s. Col

 

Scheda Film

Gaston Velle: Pierrot, Bambole e Pantomime

Questo programma è dedicato a Bryony Dixon e David Mayer

Se anche il cinema delle origini non fosse (il più delle volte) così bello e affascinante, sarebbe comunque inestimabile come documento di quasi ogni immaginabile soggetto. Se prendiamo per esempio la pantomima, nell’opera di Velle troviamo: due vues Lumière che mettono in scena l’eterno travagliato triangolo Pierrot-Arlecchino-Colombina (1902); due clown che ‘ammaestrano’ una bicicletta (1906); un frammento di Le avventure di Pulcinella (1907), uno dei pochissimi film sopravvissuti tra quelli che Velle realizzò a Roma, dove diede il suo contributo alla nascente industria del cinema italiano; e, in exitu della sua carriera di regista, Le Cauchemar de Pierrot con il mimo Séverin (1911).
Séverin Cafferra (1863-1930), allievo di un allievo del figlio del leggendario Debureau, è considerato l’ultimo grande Pierrot francese (insieme all’innovatore Georges Wague, che appare in Le Rose dor e che molti anni dopo avrebbe preparato Jean-Louis Barrault al ruolo di Debureau in Les Enfants du paradis). Séverin, torturato dalla gelosia, dall’autocommiserazione e da incubi delittuosi, è una creatura fin-de-siècle; la tradizione muore quando entra in scena il sentimentalismo. Lo sberleffo rivoltoso della Commedia dell’arte, il lucore misterioso che emanava dai costumi di satin degli attori nei dipinti di Watteau, sono cose di un passato svanito.

Mariann Lewinsky

 

Copia proveniente da

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