PROIEZIONE

FELICES PASCUAS

FELICES PASCUAS

In questa proiezione

FELICES PASCUAS

Cast and Credits

Scen.: Juan Antonio Bardem, José Luis Dibildos, Alfonso Paso. F.: Cecilio Paniagua. M.: Margarita Ochoa. Scgf.: Gil Parrondo, Luis Pérez Espinosa. Mus.: Isidro B. Maiztegui. Int.: Julita Martínez (Pilar), Bernard Lajarrigue (Juan), Pilar San Clemente (Pili), Carlos Goyanes (Juanín), Beni Deus (Manolo), Manuel Alexandre (Matías), Rafael Bardem (commissario), Matilde Muñoz Sampedro (Suor Traspunte), José Luis López Vázquez (Felipe). Prod.: Exclusivas Floralva Producción S.A. Bn.

Scheda Film

Sette anni prima dell’uscita di Plácido (Luis García Berlanga), il film natalizio per eccellenza del cinema iberico, nelle sale spagnole arrivò Felices Pascuas. Il paragone non pone certo il film di Bardem nella luce migliore, ma non bisogna sottovalutare il sarcasmo e la tenerezza che pervadono questa cronaca umanista, così come la sua premessa narrativa, altrettanto satirica (e animalista), che mette in scena una coppia di poveri diavoli che vince un agnellino a una lotteria e, dopo aver deciso di mangiarselo la vigilia di Natale, si accorge che di aver creato con l’animale un vincolo affettivo. Questa favola di apparente sapore natalizio mantiene in realtà uno sguardo critico e tagliente, venato di umorismo nero, sui riti sociali della Spagna degli anni Cinquanta, e distilla una comicità genuina, che molto deve alla collaborazione in sceneggiatura del drammaturgo Alfonso Paso, allora molto popolare per le sue commedie agili, i dialoghi rapidi e le situazioni ingegnose. Felices Pascuas mette insieme tutte queste caratteristiche con un tono generalmente amabile e conformista, ma senza rinunciare a un ritratto amaro del suo tempo, come illustrano alcuni dialoghi sfuggiti alla rigida censura dell’epoca, con non proprio velate frecciatine alla chiesa e all’esercito. Gli sforzi di Juan (Bernard Lajarrigue) per soddisfare le aspettative sociali rivelano le pressioni esercitate dal contesto sociale sugli individui e sulle famiglie. Il film gioca sul contrasto tra lo spirito festivo e le sue illusioni e la durezza e la precarietà della realtà quotidiana. Bardem riesce a stabilire un equilibrio tra humour e riflessione in un’opera che, sotto l’apparente leggerezza, rivela tensioni profonde sul piano sociale e affettivo. Particolarmente significativa, in questo senso, la stravagante rappresentazione natalizia di Salomè nella recita scolastica, che occupa buona parte del finale.

Carlos Reviriego

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