Scheda Film
Accanto a I Nibelunghi (1924) e Metropolis (1927) di Fritz Lang, Faust si inserisce in una serie di produzioni di ampio respiro e ad alto budget con cui l’UFA, il principale studio cinematografico tedesco, mirava ad affermare la propria posizione sulla scena internazionale. La pre-produzione ebbe inizio già nel 1924, quando il regista Ludwig Berger iniziò a sviluppare il progetto insieme all’attore Emil Jannings. Le difficoltà incontrate nella distribuzione dei Nibelunghi negli Stati Uniti convinsero l’UFA che la presenza di una star americana sarebbe stata decisiva per il successo di Faust, e lo studio sperava di affidare il ruolo di Gretchen a Lillian Gish. Tuttavia, l’attrice era già sotto contratto con la MGM. L’UFA sospese la produzione per un anno, sostituendo nel frattempo Ludwig Berger con F.W. Murnau. Ulteriori tentativi di ottenere Lillian Gish in prestito dalla MGM non ebbero successo, e anche il ruolo di Faust si rivelò difficile da affidare. John Barrymore (preferito da Gish) e Ramón Novarro rifiutarono entrambi, temendo di essere messi in ombra da Jannings. L’attore svedese Gösta Ekman fu scritturato pochi giorni prima dell’inizio delle riprese. Queste iniziarono con le scene della prima parte del film, mentre l’UFA continuava, senza successo, a cercare di assicurarsi la partecipazione di Gish al progetto. Murnau, ormai alle strette e già legato da un contratto con William Fox che lo impegnava a iniziare la lavorazione del suo primo film hollywoodiano nel 1926, scelse infine per il ruolo di Gretchen la giovane e allora sconosciuta Camilla Horn. Dopo la partenza di Murnau per l’America nel giugno 1926, l’UFA incaricò lo scrittore Gerhart Hauptmann di rivedere le didascalie, giudicate ‘sciatte’, che figuravano nella copia di lavoro di Faust. Lo sceneggiatore Hans Kyser scrisse una lettera aperta per condannare il coinvolgimento di Hauptmann, temendo che le sue didascalie in rima potessero compromettere la “forza visionaria dell’impianto visivo del film”. L’UFA decise di non includere i testi di Hauptmann nella versione definitiva, ma di pubblicarli nell’opuscolo souvenir distribuito in occasione della prima del 14 ottobre. Nonostante il successo al botteghino e la distribuzione in diversi mercati esteri, Faust recuperò soltanto circa la metà dei costi di produzione. I critici in Germania si mostrarono scettici, quando non apertamente ostili, nei confronti del film. La critica straniera lo accolse invece come un capolavoro dell’arte cinematografica, esaltandone il suggestivo gioco di luci e ombre.
Stefan Drössler