PROIEZIONE

FAUSSE ALERTE

FAUSSE ALERTE

In questa proiezione

FAUSSE ALERTE

Cast and Credits

Scen.: Michel Duran. F.: Jean Bachelet. M.: Charlotte Guilbert, Madeleine Bonin, Ralph Habib. Mus.: Wal-Berg, Vincent Scotto. Int.: Micheline Presle (Claire Ancelot), Joséphine Baker (Zazou Clairon), Saturnin Fabre (Mr. Dalban), Raymond Aimos (Honoré Petru). Georges Marchal (Bernard Dalban), Gabrielle Dorziat (M.lle Espérajou), Jean Tissier (Grégoire), Lucien Baroux (Léon). Prod.: Flag Films. DCP. D.: 85’. Bn.

Scheda Film

Joséphine Baker ottiene ufficialmente la nazionalità francese nel 1937, giusto in tempo per assistere all’occupazione nazista. Nel 1939, tramite il suo impresario Daniel Marouani, conosce il capitano Jacques Abtey, agente del controspionaggio francese. Durante i cinque anni di guerra dà prova di coraggio, intuito e intelligenza. Organizza concerti per raccogliere fondi a favore dell’esercito francese, si impegna nella Croce Rossa e già nel 1939 diventa agente del controspionaggio. Dopo la sconfitta entra nei servizi segreti della Francia libera, per i quali svolge missioni di rilievo – nascondendo, tra l’altro, messaggi riservati negli spartiti o nelle fodere dei suoi abiti – prima di dedicarsi alla propaganda gollista, assumendosi rischi considerevoli. Nel 1940 trasforma il suo Château des Milandes in un centro operativo in cui vengono nascosti rifugiati e armi. Forte della sua vita mondana e di una fitta rete di relazioni diplomatiche, diventa una spia all’interno della Resistenza – o, come preferisce definirsi, “honorable correspondante” – principalmente in Nordafrica dal 1941 e a Marsiglia nel 1944. Alla Liberazione riceve quasi tutti gli onori militari possibili in qualità di sottotenente del corpo femminile dell’aeronautica. Fausse alerte, girato nel 1940, esce solo nel 1945: gli archivi della censura francese non rivelano la ragione del divieto. Joséphine Baker interpreta forse un personaggio troppo ricco e dominante, quello della proprietaria di un cabaret, una boss lady il cui colore di pelle e l’accento americano non vengono in alcun modo messi in discussione? Le battute sulla linea Maginot e sull’occupante non sono state ben accolte? O il problema è il decreto Mandel? A Parigi le sale da ballo sono chiuse fin dal primo giorno della mobilitazione; nel maggio 1940 viene decisa la chiusura a livello nazionale, seguita dal coprifuoco e dal divieto di ogni riunione. Si tornerà a ballare alla Liberazione. Per Joséphine Baker, militante antirazzista, stella nera della Francia libera e moglie di un ebreo, è impensabile esibirsi nei cabaret parigini rimasti aperti tra il 1940 e il 1944 per intrattenere gli ufficiali tedeschi e i collaborazionisti.

Émilie Cauquy

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