PROIEZIONE

EVA

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Eva

Cast and Credits

Scen.: Andreas Labrinos. F.: Prodromos Meravidis, Louis Hepp. M.: Maria Plyta. Scgf.: Yannis Tsarouchis. Mus.: Mikis Theodorakis. Int.: Nina Sgouridou (Eva), Manos Katrakis (Alekos), Dinos Iliopoulos (Nasos), Aliki Georgouli (Anny), Alekos Alexandrakis (Antinoos). Prod.: Kominis Film.

Scheda Film

Maria Plyta (1915-2006), la prima regista greca, lavorò instancabilmente per vent’anni, lasciando diciassette film che restano poco conosciuti o considerati ‘minori’. Il suo quarto, Eva, non si limita a mettere in discussione le rappresentazioni di genere, ma anticipa anche il modernismo europeo.
Ambientato su un’isola vicino ad Atene alla fine di agosto, il film segue le vicende di una giovane donna (Nina Sgouridou) intrappolata in un matrimonio stagnante che inizia una relazione con un giovane sconosciuto venuto dal mare (Alekos Alexandrakis). Nonostante la trama utilizzi lo schema classico del triangolo amoroso, il trattamento è tutt’altro che convenzionale: Plyta rinuncia alle
convenzioni del melodramma e cattura il mondo interiore di Eva attraverso inquadrature dilatate, spazi vuoti e un palpabile senso di ennui e angoscia esistenziale che emerge, in quegli stessi anni, nel cinema di Michelangelo Antonioni o della nouvelle vague francese. La protagonista non è un oggetto di desiderio, ma un soggetto attivo: è lei a dare avvio a una relazione ‘illecita’, mentre vive
il matrimonio come una condizione destinata al fallimento, sfidandone radicalmente le regole. Il percorso produttivo del film fu segnato da un evento tragico che potrebbe esso stesso diventare il soggetto di un altro film. Negli ultimi giorni di riprese, il produttore Dimitris Kominis e un’attrice del cast persero la vita a causa di una mina tedesca inesplosa. Il film, il primo e ultimo prodotto
dalla Kominis Film, si trovò così privato del partner visionario che aveva condiviso le ambizioni moderniste di Plyta. Grazie a un progetto di ricerca quinquennale dell’Università Aristotele di Tessalonica, Maria Plyta è entrata finalmente nella Storia. Per decenni, Eva e la sua regista sono rimasti nell’oblio, a causa di una storiografia inquinata dai pregiudizi di genere e da un contesto culturale profondamente radicato. Vent’anni dopo la morte della regista, il restauro di Eva rivela il talento di un’autrice che ha osato rappresentare una donna autonoma in tutta la sua complessità, senza alcun senso di colpa né bisogno di spiegazioni.

Betty Kaklamanidou

Copia proveniente da
Restauro in 4K realizzato da

Crediti di restauro

Restaurato in 4K nel 2026 da The Film Foundation’s World Cinema Project e Cineteca di Bologna presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata, in collaborazione con Alatas Films e Betty Kaklamanidou e la partecipazione di Tainiothiki tis Ellados, a partire dai negativi originali 35mm conservati presso Tainiothiki tis Ellados. Con il sostegno di Hobson/Lucas Family Foundation.

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