Scheda Film
Ideato durante gli anni di formazione di Sekoumar Barry alla scuola di cinema di Belgrado all’inizio degli anni Sessanta, Et vint la liberté, suo primo e unico lungometraggio documentario, nacque nel quadro delle celebrazioni per il decimo anniversario dell’indipendenza della Guinea (1958). Girato in Guinea e montato in Polonia, il film rappresenta uno degli esempi piu significativi di internazionalismo cinematografico ed e emblematico di alcune delle traiettorie socialiste della produzione cinematografica africana tra gli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. Muovendosi con fluidità tra passato e presente e aprendosi a un futuro poetico, Et vint la liberté offre una vera e propria lezione di storia guineana e africana, proponendo l’immagine di un paese che guarda con decisione alla modernità, fondandola su una rivoluzione culturale che valorizza il proprio patrimonio politico, storico e culturale, segnato da lotta, resistenza e creatività. Tra le sequenze più memorabili, l’evocazione della lunga notte della schiavitù atlantica e della dominazione coloniale; la rara rappresentazione dello storico “no” della Guinea al referendum di De Gaulle; un potente montaggio sul ruolo del paese nei processi storici globali, tra cui la decolonizzazione, il progetto panafricanista e i movimenti del Terzo Mondo, con immagini inedite del presidente Toure insieme a leader quali Ho Chi Minh, Che Guevara, Castro, Lumumba, Nkrumah, Nasser e Kennedy. Uscito nel gennaio 1969, questo documentario epico, che abbraccia almeno ottocento anni di storia, e molto più di una sinfonia urbana: e una ‘sinfonia nazional-continentale’, che esplora diversi registri della voce e della forma documentaria – al tempo stesso espositiva, didattica, storica, poetica e meditativa – facendo un uso brillante di materiali d’archivio e fotografie, accompagnati da una straordinaria colonna sonora guineana. Da un punto di vista cinefilo, alcune scene e sequenze dialogano con giganti del cinema mondiale come Dziga Vertov, Sergej Ėjzenštejn e Alain Resnais, e possono essere considerate anticipatrici di aspetti del cinema di Ousmane Sembene e Med Hondo, tra gli altri.
Aboubakar Sanogo