PROIEZIONE

Éric Duvivier – Metafore della visione: infanzia, macchine, fobia

Éric Duvivier – Metafore della visione: infanzia, macchine, fobia

In questa proiezione

PHOBIE D’IMPULSION

Cast and Credits

F.: Pierre Fournier. Int.: Florence Guerfy. Prod.: Sciencefilm (per Roche). 16mm. D.: 23’. Col.

Scheda Film

Metafore della visione: infanzia, macchine, fobia

Questo secondo programma presenta un’ulteriore gamma espressiva del cinema di Éric Duvivier. Se il suo cinema raggiunge la massima libertà e capacità di esplorazione quando affronta questioni psichiatriche, il regista è capace di sorprendenti innovazioni anche su altri temi, in particolare il mondo dell’infanzia, più precisamente in Le Monde du nouveau-né, visione in soggettiva dell’esperienza del bambino, dall’utero ai primi passi. Il film richiama inevitabilmente le esplorazioni condotte nello stesso periodo dal cineasta sperimentale Stan Brakhage (Scenes from Under Childhood, 1967-1970; Songs, 1966-1970). Il cinema di Duvivier è anche sensibile alle trasformazioni del nostro mondo tecnologico e al loro impatto alienante sulla psiche, come nello psicotronico Concerto mécanique pour la folie ou la folle mécamorphose (in cui compaiono Jacques Higelin e Dominique Grange). Infine, Phobie d’impulsion propone – come già Autoportrait d’un schizophrène – un’immersione intima nell’incubo della malattia attraverso i mezzi propri del cinema (montaggio dissonante, disgiunzione spazio-temporale, falsi raccordi) che può far pensare a Maya Deren e Alain Resnais, ma anche ai gialli italiani di Dario Argento e Pupi Avati, senza dimenticare alcuni tropi cari ai surrealisti (la tomba del ‘postino’ Cheval). Questo programma mostra dunque come il film medico su commissione potesse paradossalmente diventare, per chi sapeva appropriarsene, il luogo di una reale e piena libertà creativa.

André Habib

Crediti di restauro

Copia da Image’Est

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