Scheda Film
Il meglio dell’opera diseguale e discontinua di Richard Brooks si distingue per una certa capacita di rappresentazione sociologica dell’America, e l’adattamento del romanzo di Sinclair Lewis costituisce nella sua carriera l’incontro più fecondo tra ambizione e talento. Il puritanesimo latente o esaltato dell’America e una deriva intollerante e fanatica del sentimento religioso sono qui colti con finezza attraverso un fenomeno specifico e ben circoscritto (l’influenza dei predicatori e della religione-spettacolo sulle masse americane), nonché attraverso personaggi dotati di un certo spessore romanzesco che l’autore cerca più di indagare e comprendere che di condannare. Egli mostra anzi più volte come i bigotti che perseguitano o incoraggiano gli evangelisti valgano ancor meno di questi ultimi. Mescolando al suo cinismo, alla sua ipocrisia, alla sua demagogia e alle sue astuzie da gaudente sfrenato una sincerità e una sorta di innocenza talvolta disarmante, il personaggio creato da Sinclair Lewis […] possiede un’ambiguità che dà vita e splendore al film, stimolando al tempo stesso la riflessione. Va detto inoltre che si tratta di una delle più belle interpretazioni di Burt Lancaster. Per una volta, in Brooks, la concretezza della descrizione e la volontà di analisi critica convivono felicemente […]. Se il puritanesimo e l’ambiguità interessano tanto il regista, è perché la sua stessa opera non ne è priva, come dimostra In cerca di Mr. Goodbar, il miglior film del regista insieme a questo. In quel caso, una visione puritana dell’America contemporanea sembra aver definitivamente sepolto, sotto il peso del suo pessimismo e della sua cupezza, il vecchio idealismo liberale di un tempo. A chi sappia osservarla da vicino, l’opera di Brooks potrebbe peraltro riservare ancora qualche sorpresa.
Jacques Lourcelles, Dictionnaire du cinéma. Les films, Éditions Robert Laffont, Parigi 1992