Scheda Film
Il film fu prodotto all’inizio del secondo decennio della dittatura franchista e concepito come un progetto legato ai problemi che affliggevano la vita di molte persone, ma ben lontano da qualsiasi forma di radicalismo o di critica politica. L’obiettivo era rappresentare, con un umorismo relativamente lieve ma senza rinunciare a un forte tono realistico, l’impatto della speculazione edilizia che in quegli anni stava trasformando Madrid. Nonostante i momenti di sarcasmo e una certa crudezza nella descrizione delle difficoltà di una famiglia piccolo-borghese alla ricerca di un alloggio sicuro, il film superò inizialmente i filtri della commissione per la censura, che impose tagli e modifiche ma – secondo il regista e co-sceneggiatore José Antonio Nieves Conde – senza stravolgerne il senso e l’essenza. Tuttavia, quando El inquilino fu finalmente distribuito, la difficoltà maggiore che dovette affrontare fu l’intervento indignato del Ministero dell’Edilizia, che, ritenendolo offensivo, fece di tutto per ostacolarne la diffusione e riuscì a imporre numerose modifiche sostanziali, compreso un finale diverso. Questo comportò inevitabilmente non solo una circolazione e una visibilità molto limitate, ma anche una distorsione del suo valore e del suo messaggio. Come scrisse Nieves Conde, il film fu “schiacciato, maltrattato, tagliato, alterato… non era più il film che avevamo girato”. Nel 1993, quasi vent’anni dopo la morte di Franco e trentacinque dopo la prima, José Antonio Nieves Conde riuscì a ottenere una copia di distribuzione non censurata e rimontò il film, aggiungendo materiale inedito per mostrare le variazioni subite. La versione restaurata che sarà proiettata al festival proviene proprio da questa copia ricomposta e recuperata, completa del trailer originale e di una spiegazione finale. L’obiettivo è restituire il film al pubblico e alla memoria storica così come il suo creatore lo aveva concepito.
Valeria Camporesi e Patricia Uceda