Scheda Film
Primo film da solista diretto da Bardem dopo il successo di Esa pareja feliz (1951), co-diretto con Luis García Berlanga, Cómicos ritrae la precarietà del mondo teatrale del dopoguerra da una prospettiva in parte autobiografica, poiché rappresenta un omaggio del cineasta alla sua famiglia di attori; non a caso, due dei personaggi portano lo stesso nome dei suoi genitori, i ‘comici’ Rafael Bardem Solé e Matilde Muñoz Sampedro, figure centrali della ‘dinastia Bardem’ nel teatro e nel cinema spagnoli. Splendido il ritratto corale di quel microcosmo, in cui si scontrano l’ego e l’ambizione di interpreti, la dignità di autori, agenti, impresari, suggeritori, critici, tecnici, meritevoli, ecc. La messa in scena rafforza la sensazione di reclusione e logoramento emotivo dei personaggi, che si muovono in spazi ristretti che rappresentano i limiti culturali della Spagna franchista. La lotta per mantenere l’integrità in un ambiente ostile mette in discussione un conflitto più ampio, che si gioca tra vocazione e sopravvivenza. Come di consueto in Bardem, la narrazione evita il sentimentalismo e si basa su dialoghi incisivi, la voce fuori campo della protagonista e luci espressioniste. Il montaggio, enfatizzando gli echi tra ciò che accade dentro e fuori dal palcoscenico, ricorre a una peculiare dialettica tra le inquadrature, particolarmente evidente in una conversazione tra Ana e Marga che disattiva il classico piano-contropiano per proporre un linguaggio che si avvicina alle nuove poetiche che cominciavano timidamente a farsi largo nella grigia Spagna degli anni Cinquanta.
Carlos Reviriego