Scheda Film
“Dai, facciamo una favola con Sophia”. Così Tonino Guerra, emissario di Carlo Ponti, propose il film a Rosi, il quale suggerì, per l’attrice partenopea, di ispirarsi alla grande raccolta di fiabe popolari napoletane, Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile. “È una favola, in cui il principe Rodrigo è costretto dalla madre a sposare una fra le sette principesse candidate. Ma lui non ne ha nessuna voglia, ama andare a cavallo, scendere nelle cucine e avvicinarsi alle sguattere. Durante una di queste scorribande scopre Isabella, cioè la Loren. Se ne innamora, e con l’aiuto di una strega organizza una gara che la sua prescelta possa vincere”. Un’eccezione nel cinema di Rosi, campione dell’impegno civile ma anche ispirato cantore della mediterraneità. “Il film fu fatto con la Loren, Omar Sharif e Dolores del Rio, che conoscevo e che volli come madre del principe. […] Era una favola raccontata con il gusto del reale. Le sette principesse in gara, i santi che volano, San Giuseppe da Copertino. […] A Sophia piaceva quel lavoro. Ed era di una bellezza che ti toglieva il respiro. Lei stessa dice che non è mai stata così bella. Poi quello era il primo film che il direttore della fotografia Pasqualino De Santis firmava da solo. Dalla sua fotografia e dalla bellezza di Sophia venne fuori un risultato splendido” (Francesco Rosi, Io lo chiamo cinematografo. Conversazione con Giuseppe Tornatore, Mondadori, Milano 2012). Il ruolo di Giuseppe da Copertino era stato pensato per Totò, ma il produttore impose l’attore Leslie French per andare incontro alla distribuzione americana.