Scheda Film
Animazione, Automazione
Siamo animali visivi, e gli oggetti in movimento sono per noi motivo d’attrazione e di delizia – per primi gli elementi naturali, le onde, le nuvole, il fuoco. Siamo noi stessi per natura irrequieti, e guardare gli animali, i danzatori, l’acqua delle fontane, perderci nel ritmo, nelle variazioni e negli schemi dei loro movimenti, ci placa e ci distrae. Macchine e strumenti meccanici sono stati creati con finalità pratiche, ma non appena prendono a muoversi diventano una visione affascinante, un intrattenimento meraviglioso. Molte forme d’arte e di spettacolo si fondano da sempre sul movimento, le danze, i giochi circensi, i giochi d’acqua, le parate in costume e così via. Fino al 1895, tutte sfuggono a qualsiasi forma di rappresentazione. La scultura, la pittura, la fotografia tentano di evocare il movimento, ma solo il Cinématographe riesce a riprodurlo in modo convincente anche se illusorio. Le fotografie proiettate sembrano animarsi, muoversi. Nel 1896, il cinema significa prima e più di tutto lo spettacolo del movimento, e si fa bello di questa sua straordinaria capacità. Non c’è interesse per la natura morta; il leone dello zoo vogliamo vederlo animarsi, non dormire.
Mariann Lewinsky
Movimenti, Dimensioni
La forza di questi film sta nella loro bellezza e uno degli aspetti della loro bellezza è la creazione – creazione magistrale, essenziale – delle dimensioni dell’immagine per mezzo dei movimenti: sono i movimenti a determinare il centro, la profondità, il verticale, l’orizzontale.
Il 21 settembre 1896 l’operatore Constant Girel sale su una barca e filma la città di Colonia, situata sulle rive del Reno. È l’immagine intera che qui, per la prima volta, viene messa in movimento. Questo tipo di ripresa, detta panorama, produce una sensazione di coinvolgimento ancor più viva e immediata di quella creata dai movimenti interni all’immagine.
Mariann Lewinsky