Scheda Film
“Niente e impossibile” dice la maniglia parlante ad Alice. Eppure, in un primo momento, sembro quasi impossibile a Walt Disney portare sullo schermo il celebre romanzo del 1865 di Lewis Carroll. Disney aveva acquisito già nel 1931 i diritti delle illustrazioni originali di John Tenniel per il libro, e aveva pensato di affidare il ruolo di Alice a Mary Pickford in quello che avrebbe dovuto essere il suo primo lungometraggio. Nel corso degli anni Trenta lavoro a questo ambizioso progetto, finché lo scoppio della Seconda guerra mondiale non ne impose l’interruzione. Dopo il conflitto lo riprese, arrivando ad affidare allo scrittore britannico Aldous Huxley la stesura di una sceneggiatura, senza tuttavia ritenersi soddisfatto. Apprezzava pero i disegni della scenografa Mary Blair e, dopo un’ulteriore riscrittura della sceneggiatura, il film entro infine in produzione. La lavorazione si protrasse per cinque anni e comporto costi molto elevati, al punto che Disney dovette attingere ai profitti del successo di Cenerentola per finanziarne la realizzazione. Combinando elementi tratti sia da Alice nel paese delle meraviglie, sia dal successivo Attraverso lo specchio, Disney realizzo un film eccentrico e gioioso, meno edulcorato di molti altri suoi lavori nel rendere omaggio al gioco e alla fantasia. All’inizio del film Alice (con la voce di Kathryn Beaumont) dice alla sorella: “Se io avessi un mondo come piace a me, la tutto sarebbe assurdo”. Subito dopo cade nella proverbiale tana del coniglio e trascorre il resto del film vagando in un universo di magia e finzione, fino a dire “basta con le assurdità”. Tutti questi paradossi finiscono per farle desiderare un mondo in cui le cose tornino ad avere un senso. Il film in sé, tuttavia, e perfettamente privo di senso; non ha una trama coerente, ma si compone di scene e momenti accostati liberamente, immersi in un ricco Technicolor con canzoni che fanno letteralmente rimare flower con power. Se esiste una giusta dose di nonsense, Alice nel Paese delle Meraviglie l’ha trovata.
Sophie Engberg Sonne