Scheda Film
L’esotismo non è un elemento di attrazione per soli occidentali; per i lettori arabi del Medioevo, Le mille e una notte, raccolta di novelle d’origine indiana e persiana, evocava un Oriente non meno fantastico ed esotico. Alcune delle scènes à trucs et transformations e delle féeries et contes di Gaston Velle – come L’Écrin du Rajah, 1906, e La Rose d’or, 1910 – esibiscono, in meravigliosi pochoir, il décor orientale che il cinema delle origini eredita, o usurpa, dagli spettacoli di magia e dalle féeries teatrali. E il cinema, non è forse un tappeto volante? Trasporta instancabile il pubblico verso terre lontane, per soddisfare quell’insaziabile desiderio dell’altrove che, nei primi vent’anni del cinema, alimenta la produzione di una strabiliante quantità di travelogues. Con il lungometraggio, entra direttamente in scena l’intreccio di trame orientali e fantasie sessuali. Il primo orientale bruno e fascinoso a conquistare una donna bianca non è lo sceicco di Valentino, ma il maragià Gunnar Tolnæs nel campione d’incassi danese del 1917, La favorita del Maharadjah I (Maharadjahens Yndlingshustru I); per dare al film un tocco in più di colore esotico, la Nordisk aveva ingaggiato artisti e animali del Circo Sarrasani.
Mariann Lewinsky