PROIEZIONE

1906 – LE STRADE, I VIAGGI E GASTON VELLE

1906 – LE STRADE, I VIAGGI E GASTON VELLE

In questa proiezione

LA PEINE DU TALION

Cast and Credits

Int.: Fernand Rivers (il collezionista), corpo di ballo del Théâtre du Châtelet. Prod.: Pathé Frères (scène à trucs, n. 1347). 35mm. L: 91 m. D.: 5’ a 16 f/s. Col.(da una copia nitrato colorata a pochoir)

Scheda Film

La strada come luogo di ripresa è uno dei tratti caratteristici del cinema delle origini. Offre affascinanti incursioni nella vita del primo Novecento, che si tratti di scène de plein air, di travelogues o di certe comiche o film d’inseguimento, dove l’azione occupa solo una limitata porzione del campo visivo, attraverso il quale passanti casuali e cani si muovono in libertà. Così ci avventuriamo nelle strade poco sicure della Parigi del 1906 (nelle comiche Pathé Je vais chercher du pain e Le Melon providentiel), viaggiamo per il mondo, facciamo un giro sulla Ruota panoramica di Vienna, visitiamo da turisti le cascate del Niagara o prendiamo parte a una spedizione artica. Nel 1906, il carattere intrinseco del cinema delle origini rimane ancora intatto: funziona come porta d’accesso al mondo. L’altra location importante del periodo è, naturalmente, lo studio. Negli studi vengono prodotti film derivati dalle varie forme di intrattenimento – numeri acrobatici e di danza, scenette comiche, film animati e féerie. L’illusionista Gaston Velle aveva lavorato per i Lumière prima di approdare nel 1903 alla Pathé, dove si distinse nella realizzazione di scene di music hall, trucchi e trasformazioni e féerie – solido rivale di Méliès in un’epoca in cui la fantasiosa messa in scena d’una féerie è, appunto, la maggiore attrazione del programma. Le incantevoli scene di Velle spesso superavano quelle di Méliès per grazia e bellezza. Dopo una serie di successi, Velle nel 1906 lasciò Parigi, insieme ad alcuni tecnici Pathé, e si trasferì a Roma per lavorare come direttore artistico della neonata casa di produzione Cines. Molte delle sue produzioni Cines, come Un viaggio in una stella, erano repliche esatte dei film che aveva girato in Francia. (Un anno dopo, al suo ritorno alla Pathé, avrebbe proseguito nella pratica dell’auto-remake).

Karl Wratschko

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