Scheda Film
Photo © Fondation Jérôme Seydoux-Pathé
Interior New York Subway, 14th Street to 42nd Street accompagnato da un testo di Mark Twain letto da Jay Weissberg
Dopo anni di scontri politici, nel 1905 in Francia fu introdotta per legge la separazione tra stato e chiese. Al cinema questo clima trovò riscontro in una serie di film apertamente anticlericali: da un lato commedie come La Confession, che con arguzia ridicolizza l’ipocrisia dell’apparato ecclesiastico; dall’altro la scène historique Les Martyres de l’Inquisition in cui Lucien Nonguet ripercorre gli orrori dell’Inquisizione cattolica con una crudezza e un’intensità senza precedenti. Non si tratta dell’unico film dell’anno a contenere rappresentazioni di violenza estrema. Negli Stati Uniti Wallace McCutcheon ed Edwin S. Porter celebrano in The White Caps – un film sinistramente attuale – la giustizia sommaria messa in atto da una milizia cittadina di bianco incappucciati che si sostituisce allo stato nell’esercizio del legittimo monopolio della forza. Come spesso è accaduto nelle grandi narrazioni della storia umana, la difesa delle ‘proprie’ donne diventa il pretesto per giustificare un’esplosione di violenza. Una rappresentazione finzionale di un’America reazionaria in netto contrasto con l’approccio documentaristico con cui lo stesso Porter tenta di immortalare in Coney Island at Night un’America moderna attraverso una lente simbolista: i luoghi del divertimento del quartiere newyorchese brillano di un bianco abbagliante, come in un sogno pieno di promesse, mentre il resto delle immagini sono avvolte da un nero intenso, quasi a voler nascondere ‘l’altra America’. Un lato oscuro che nel cinema dell’epoca riemerge sotto forma di razzismo. Soprattutto nelle commedie le persone vengono ridicolizzate rafforzando stereotipi diffusi. Il francese Le Rêve de Dranem ne è un esempio emblematico, e come ogni documento del suo tempo può offrirci un utile contributo alla comprensione di un’epoca.
Karl Wratschko