PROIEZIONE

1901: Vicino e lontano / Mitchell&Kenyon

1901: Vicino e lontano / Mitchell&Kenyon

In questa proiezione

Scheda Film

Il secolo del cinema: 1901 – Vicino e lontano
In un ‘panorama’ il campo di visione cambia continuamente, è come un ininterrotto flusso temporale. Le vedute panoramiche venivano riprese da tram o treni o navi in movimento, e l’effetto irresistibile del costante mutare dell’inquadratura, insieme a un’impressione di soggettiva, produce il miracolo: siamo lì, sul lungomare di Morecambe nel 1901, a guardare fuori da un tram, mentre un gruppo di bambini corre dietro di noi cercando di raggiungerci… Eccitati ci uniamo alla folla che entra in una tenda Bioscope o in un Cinematografo Gigante per vedere i film del 1901 – e l’impatto, scopriamo, non è quello atteso. No, non riusciremo a farci piacere subito queste scene (da un’opera, dice il catalogo) popolate di monaci e bambole, questa Danse basque (dice il titolo), questi tableaux vivants animati ispirati da Quo vadis? (leggete il romanzo, se ancora non l’avete fatto). Avremo bisogno di appropriati strumenti per avvicinarci a questi film, come la fanciulla nella favola dei fratelli Grimm ne ha bisogno per aprire la porta della montagna di vetro. Possono aiutare una disposizione al gusto acquisito, una curiosità su come le arti dello spettacolo vennero assorbite dal cinematografo e come la narrazione approdò al cinema, più un kit di nomi e titoli essenziali per cominciare a costruire la nostra rete di conoscenza. Infine. Die Puppe (1919) di Lubitsch si basa su un’opéra comique che ebbe la sua première nel 1896, e i tre numeri nel catalogo Lumière 1901 sono produzioni italiane del trasformista Leopoldo Fregoli. Alice Guy la conosciamo bene, ma chi era la compositrice del divertissement-pantomime, Jeanne (o Jane) Vieu? Allieva di Massenet, pubblicò oltre cento opere. Potrebbe essere un’idea usare la sua fortunata La Belle au bois dormant (1902) per accompagnare la proiezione dell’omonimo film dello stesso anno… Le ricerche intorno a Quo vadis? possono condurre in innumerevoli direzioni, e andremo sempre sul sicuro: la Polonia, Nerone, il premio Nobel, adattamenti dall’opera letteraria e dall’iconografia, gladiator-mania (tanto per citarne alcuni).

Mariann Lewinsky

Il secolo del cinema: 1901 – Mitchell & Kenyon: le regole del gioco
Nel 1994 il ritrovamento di ottocento rulli di pellicola durante una demolizione a Blackburn, nel Lancashire, ha fatto sì che Mitchell & Kenyon, una compagnia di produzione cinematografica attiva nell’Inghilterra settentrionale, diventasse un nome familiare per esperti e appassionati di cinema delle origini. Dal 1897 al 1913 i due fondatori della compagnia, James Kenyon (1850-1925) e Sagar Mitchell (1866-1952), produssero soprattutto ‘attualità’, su propria iniziativa o su commissione di imprenditori locali e imbonitori di fiere itineranti. Secondo Patrick Russell del BFI, i loro film possono essere suddivisi in alcune categorie fondamentali: uscite dalla fabbrica, eventi sportivi, processioni, phantom ride girate dal tram e scene di strada. Una delle attrattive della collezione è il fatto che molti di questi titoli ritraggono la vita e i costumi della classe operaia. Oggi questa attenzione per l’ambiente lavorativo, la vita di strada e le attività ricreative ci dà un’idea del vissuto di diverse classi sociali nella Gran Bretagna d’inizio Novecento. I film Mitchell & Kenyon selezionati per questo programma affiancano scorci di vita quotidiana di operai, impiegati e scolari con film prodotti da altre società (Pathé e Williamson Kinematograph Company), opere di finzione che le persone ritratte nei titoli Mitchell & Kenyon potrebbero aver visto nel 1901, in un cinematografo da fiera, insieme ai “Local Films For Local People” (lo slogan pubblicitario del duo).

Karl Wratschko

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