PROIEZIONE

16mm: Sistemi additivi lenticolari & Separazione dei colori

16mm: Sistemi additivi lenticolari & Separazione dei colori

In questa proiezione

Printemps fleuri en Hollande et défilé de mode

Cast and Credits

DCP (da 16mm). D.: 5’. Col. (Kodacolor)

Scheda Film

A seguire, incontro con Viktoria Schmid.

Il colore può essere ottenuto con sistemi additivi e sottrattivi. Tra i sistemi additivi, i primi a essere introdotti, quelli lenticolari saranno sfruttati da Kodak e poi da Agfa nel formato safety 16mm. Tre esempi datati 1931 e 1932 ci mostrano, attraverso diverse forme di digitalizzazione, immagini inedite e sorprendenti. Il ‘telecinema’ in proiezione di Martin Châteauvert ci porterà in un floreale paesaggio olandese: dai fiori alla moda il passo è breve. Il colore del Marocco e i volti di turisti e autoctoni sono le suggestioni colte da Ernst Göhner nel film del Lichtspiel elaborato con un sistema che combina scansione e AI tramite software dedicato. Nel terzo esempio, proveniente dalla Cinémathèque Suisse, grazie al lavoro di Simon Lund, è lo sguardo ‘esotico’ a emergere: sembra il riassunto di un viaggio intorno al globo, siamo invece fuori Parigi, all’Esposizione coloniale del 1931. Un breve Agfacolor della Cinémathèque de Bretagne ci accompagnerà nella Jugoslavia nel 1935. Altro sistema additivo (a mosaico regolare) è il Dufaycolor: da Normandie Images due film che raccontano i colori della natura normanna, dalle aiuole cittadine ai verdi pascoli.

Mirco Santi

Tutti i film di questo programma sono stati realizzati utilizzando tecniche di separazione dei colori, ciascuno con un procedimento lievemente diverso. Warrah di Arthur e Corinne Cantrill si avvale della tecnica di separazione a tre colori che consiste nel girare tre scene apparentemente simili su tre negativi a colori per poi stamparli insieme. Durante le riprese di NYC RGB la filmmaker Viktoria Schmid ha effettuato triple esposizioni su un’unica pellicola negativa a colori e ha girato ogni ripresa in tre momenti differenti impiegando ogni volta un filtro diverso. In Tall Arches III Doris Chase ha filmato una performance di danza coreografata da Mary Staton e ha sovrapposto varie riprese monocromatiche nella stampante ottica utilizzando in quest’ultimo passaggio diversi filtri (almeno credo che così abbia fatto: forse potremo verificarlo durante la proiezione). In questo modo ha creato sagome variopinte che si incastrano perfettamente l’una nell’altra e appaiono come ombre multiple e colorate delle ballerine. In tutti e tre i film qui presentati la rappresentazione del tempo che passa svolge un ruolo importante.

Karl Wratschko

In collaborazione con

Crediti di restauro

Copia proveniente da Louis Pelletier Collection

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